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Garlasco, in una intercettazione del 2017 “Sempio sembra svelare l’orario dell’omicidio di Chiara”

La Procura di Pavia rilegge un audio del 2017: riferimenti alle 9.30 nel giorno del delitto. Per gli inquirenti emergono nuovi elementi su movimenti e tempi dell’aggressione a Chiara Poggi

Garlasco, in una intercettazione del 2017 “Sempio sembra svelare l’orario dell’omicidio di Chiara”

Più il tempo passa, più il delitto Poggi si arricchisce di nuovi dettagli. Secondo quanto riportato dall’Ansa, la Procura di Pavia, nell’ambito della rilettura di un’intercettazione ambientale del 2017 acquisita nelle nuove indagini sul caso di Garlasco, ipotizza che Andrea Sempio, in un suo soliloquio, “sembri riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio”. Nelle trascrizioni dell’audio dell’8 febbraio 2017 si legge infatti: “È successo qualcosa quel giorno (…) era sempre lì a casa (…) però cazzo (…) alle nove e mezza”.

In quell’audio di nove anni fa Sempio diceva, per come trascritto: “E’ successo qualcosa quel giorno … inc (ossia incomprensibile, ndr) … era sempre lì a casa … inc … io non so se lei ha detto che lavorava … inc … però cazzo, oh … inc … alle nove e mezza (9.30) a casa… inc”. In questa conversazione, scrivono l’aggiunto Stefano Civardi e le pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza – “considerato anche quanto emerso” da quella ormai nota del 14 aprile 2025 in cui parlava, per l’accusa, delle chiamate a casa di Chiara Poggi, del video intimo e del rifiuto da parte della studentessa – “l’indagato sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio”.

Nella ricostruzione, basata anche sulla nuova consulenza medico legale di Cristina Cattaneo, gli inquirenti scrivono che, dato per certo che Chiara disattivò l’allarme della villetta alle 9.12, “per semplice somma di orari, essendo trascorsa al minimo mezzora fra l’inizio della digestione” della colazione “e la morte, alle 9.45 Chiara Poggi era viva”. E appare “del tutto irragionevole che possa essere stata uccisa da chi alle 9.35 era a casa propria davanti al proprio computer”, ossia Alberto Stasi, “a 1,7 chilometri di distanza dalla vittima”. Stasi, dunque, totalmente scagionato dai pm, aveva “un alibi”. Non così, secondo i pm, Sempio, che sulla base di quell’intercettazione sarebbe entrato nella casa verso le 9.30 e alle 9.58 avrebbe telefonato, in base ai tabulati, all’amico Mattia Capra.

Sempre secondo la consulenza medico legale, la fase della colluttazione, dell’aggressione e dell’omicidio sarebbe durata circa 15-20 minuti. Per i pm, poi, la serata precedente all’omicidio “è del tutto incompatibile con qualsivoglia evento drammatico” tra Chiara e Alberto, “scoperta scandalosa, litigio passionale”. Come “confermato” da una consulenza informatica, Chiara, mentre Stasi era andato a casa per sistemare il suo cane, “ha semplicemente aperto la cartella ‘immagini’”, scaricando foto del loro soggiorno a Londra, e “ha anche contribuito a scrivere parti della tesi” del bocconiano. E lui, rientrato, “ha continuato” a scrivere la tesi.