Il giallo di Garlasco continua e si fa sempre più ingarbugliato il caso, alla luce anche delle inchieste parallele che coinvolgono l’avvocato di Stasi, un inviato de “Le Iene” e l’ex maresciallo dei carabinieri di Pavia. A coinvolgerli in questo nuovo filone dell’indagine è stato un esposto presentato dalle gemelle Cappa, in particolare da Stefania. Nel mirino sono finiti alcuni servizi televisivi che alludevano a un coinvolgimento delle cugine nell’omicidio di Chiara. Da qui la decisione dei pm di Milano di iscrivere nel registro degli indagati: Antonio De Rensis (legale), Alessandro De Giuseppe (giornalista) e Francesco Marchetto (ex maresciallo). I reati ipotizzati sono “istigazione a delinquere nelle forme della diffamazione e della calunnia e diffamazione aggravata“, con segnalazioni su possibili profili di frode processuale e depistaggio.
Tra le altre cose, si evidenzia in particolare il ruolo poco chiaro del supertestimone Gianni Bruscagin. Dopo le sue dichiarazioni, infatti, si decise per il dragaggio del canale di Tromello nel maggio 2025, si cercava l’arma del delitto. Per gli avvocati delle Cappa è quello l’elemento chiave di una “martellante campagna denigratoria” nei confronti delle cugine di Chiara, mai indagate per l’omicidio.
Spuntano intanto nuove intercettazioni risalenti a poco dopo la condanna di Stasi, a parlare sono i genitori di Andrea Sempio, l’unico nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi ed entrambi mostrano perplessità sulla colpevolezza di Stasi. “Da come vedo le cose adesso, – dice Daniela Ferrari al marito – io ti dico sinceramente non lo posso escludere, non posso dire adesso sicuramente Stasi è colpevole“. Giuseppe Sempio aggiunge: “Questa qua ha fatto 5-6 giorni con lei, in caso di sparto del suo cuore non c’è Dna, non c’è su cui c’è Dna, e secondo me ha fatto di tutto per consegnare Stasi“.

