L’intercettazione ambientale di Andrea Sempio del 7 giugno 2025 — già al centro del dibattito mediatico per il riferimento a Chiara Poggi e a un video — viene analizzata a Mattino Cinque su Canale 5 con un’attenzione nuova: non solo il contenuto delle parole, ma la struttura grammaticale del testo. E quella struttura, secondo chi ha commentato il passaggio in studio, è rivelatrice.
“Mi ricordo quando”: l’apertura in prima persona
Il passaggio inizia con una formula in prima persona: “Mi ricordo quando”. L’ospite in studio sottolinea che questo esordio è “fondamentale”, perché radica il racconto nella memoria diretta di Sempio — non nel racconto di qualcosa che ha sentito dire, ma in un ricordo personale.
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Il cambio di persona: da “lui” a “io”
Nel corpo dell’intercettazione, Sempio parla di Alberto Stasi in terza persona, definendolo “lui”. Ma a un certo punto — in modo che l’ospite definisce significativo — c’è un cambio: Sempio passa alla prima persona e dice “quando sono andato io… il sangue c’era”. La frase è parzialmente incomprensibile nell’audio, ma il cambio di persona è percepibile. Subito dopo, Sempio torna alla terza persona e dice che Stasi “non se ne è reso conto” del sangue.
La conclusione logica: due soggetti diversi
È questa sequenza che, secondo l’analisi proposta in studio, risulta dirimente. “Non può essere Stasi che dice ‘il sangue c’era’ se poi lui dice che Stasi non se ne è reso conto”, ha spiegato l’ospite. “È chiaro che ci sono due soggetti diversi”. In altre parole: nell’intercettazione convivono due figure — Sempio che ricorda di esserci andato lui e aver visto il sangue, e Stasi che invece, secondo il racconto di Sempio, non si era accorto di nulla. Una distinzione che, nella lettura degli inquirenti, aggiungerebbe peso all’idea che Sempio fosse presente sulla scena del crimine.

