Non c’era abbastanza Dna nel materiale biologico rintracciato sui frammenti delle unghie di Chiara Poggi per poterlo comparare, con affidabilita’ scientifica, con quello di Alberto Stasi. E’ questo l’esito dell’esame che si e’ svolto nella sede del Dipartimento di scienza e salute dell’Universita’ di Genova nell’ambito del processo d’appello-bis che vede imputato Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. In sostanza, spiega uno dei legali del giovane commercialista, l’avvocato Fabio Giarda, “dal Dna di Chiara e’ stato possibile rintracciare solo cinque marcatori, ma per avere un’affidabilita’ scientifica bisogna che ce ne siano almeno nove”.
“Cinque marcatori del dna estratto dai reperti trovati su Chiara Poggi sono compatibili con Alberto Stasi ma potrebbero essere di chiunque. Al momento non e’ un dato significativo. Vedremo cosa verra’ scritto nella perizia. Qualunque esame e’ utile, verificheremo in sede di deposito”. Lo ha detto oggi l’avvocato Angelo Giarda, il difensore di Alberto Stasi, accusato di avere ucciso la fidanzata Chiara Poggi nel 2008 nella villetta della ragazza, a Garlasco. Giarda era presente ai lavori dei periti che si sono svolti all’Universita’ di Genova, con il coordinamento del dottor Francesco De Stefano, nominato dalla Corte d’assise d’appello di Milano di fronte a cui Stasi e’ imputato. “La comparazione e’ stata fatta su pochissimi marcatori che sono comuni a quelli di un sacco di altre persone – ha concluso Giarda – I marcatori in totale sono 17, ma per una validita’ concreta ne servono almeno la meta’ piu’ uno. Questo esame ha validita’ statistica ma non in termini processuali”.

