A Storie Italiane su Rai1 si accende il dibattito sul caso Garlasco. Il legale di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti interviene sulla delicata questione che riguarda la madre di Andrea, ricoverata in seguito a un tentato suicidio. “Le parole – dice l’avvocato – possono essere pietre. C’è una lacuna normativa dietro alle accuse tramite social. Io mi ricordo bene quando Stasi fu arrestato. Venne travolto dallo stesso fiume d’odio, ugualmente deprecabile. La madre di Sempio come tante altre comparse sono stati travolti da fake news e maldicenze di ogni tipo. Questo non è tollerabile soprattutto perché questa signora verrà dimessa e avrà bisogno di tranquillità. Anche la mia collega Angela Taccia ha ricevuto attacchi per l’abbigliamento e altri fattori“.
Sulla questione interviene anche il direttore di Affaritaliani. Marco Scotti si concentra in particolare sull’odio sui social. “In questo caso più che l’informazione sta sbagliando proprio l’opinione pubblica. L’informazione sta cercando di dare conto di una vicenda che forse non ha precedenti o comunque ne ha pochissimi nella storia recente della cronaca nera. E quindi noi stiamo cercando di raccontare una storia incredibile, i social invece secondo me in questo momento rappresentano, come purtroppo ha potuto verificare la signora Daniela sulla sua pelle, il luogo peggiore in cui parlare di queste cose. Se ci si fa caso esistono proprio degli schemi precisi per cui le donne vengono attaccate con insulti di una certa natura e lo stesso vale per gli uomini. Bisogna capire che quello che si scrive sui social è reale, come parlarsi per strada. Fino a che non ci sarà un meccanismo di riconoscimento serio delle persone che scrivono sui social tramite la carta d’identità digitale, l’abbiamo fatta, usiamola. Fino a che non faremo un’opera di bonifica in questo senso avremo sempre un problema”.

