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Cronache
Genitori e adolescenti: educarsi al perdono

Il tema del padre è spesso e volentieri al centro del dibattito. Ne parla Massimo Recalcati nel suo libro, "Il complesso di Telemaco Genitori e figli dopo il tramonto del padre", pubblicato da Feltrinelli nel 2013 giocando sulle figure di Telemaco ed Edipo e affermando che Edipo è il contrario di Telemaco. Ma molto successo ha fatto anche Michele Serra con il suo "Gli sdraiati", pubblicato sempre da Feltrinelli nel 2013 che ne parla in un altro modo.

Certo Robert Cloninger non è uomo da prima serata italiana e infatti è un nome noto per lo più dagli specialisti. I suoi volumi, "Feeling Good: The Science of Well-Being", pubblicati nel 2004 dall'Oxford Univesity Press non sono per nulla facili da leggere, ma vale la pena farne almeno cenno.

La decisione che deve prendere un padre davanti ad un figlio adolescente è talmente difficile da diventare tante volte impossibile. Robert Cloninger lo dice con tre parole stupende, "Say yes to satisfaction", cioè di di sì alla soddisfazione e subito scatta l'allarme. E' una pazzia dire di sì alla soddisfazione ad un adolescente che già è bello vispo. Eppure è la chiave di volta. Robert Cloninger spiega subito che c'è una differenza fondamentale tra il "pleasure", piacere che è immediato e "satisfaction", soddisfazione che invece prevede un'attesa anche lunga. Con queste poche parole dunque si pone il problema di educare ragazzi e ragazze alla soddisfazione, cioè a perseguire obiettivi di media e lunga durata come può essere un titolo di studio o anche una prestazione sportiva per la quale serve allenamento.

Può sembrare strano ma il tema dell'educazione dell'adolescente è strettamente legato al tema del perdono. Vediamo come accennando brevemente a due problemi educativi pratici. Vietare al proprio figlio e alla propria figlia di uscire un sabato sera-notte o impedirgli di accedere attraverso internet sul telefonino ai social network, può portare sia ad offese verbali che alla violenza fisica sconvolgendo la famiglia intera.

Posto che bacchette magiche non ce ne sono e che dunque bisogna armarsi di santa pazienza per affrontare questi problemi, possiamo tentare qualche ragionamento mettendo assieme Massimo Recalcati e Robert Cloninger.

Non c'è dubbio sul fatto che l'educazione alla soddisfazione inizia nell'infanzia e passa per la pubertà, ma ora parliamo dell'adolescente.

Massimo Recalcati nel suo libro è molto lucido quando esplicita il problema della "prossimità", cioè del genitore troppo vicino al figlio. Arriva perfino a definirlo come il "peggiore" dei genitori possibili. E' quello che nel gergo comune è il genitore amico. Condivido molto questa analisi che ci permette in questa estrema sintesi di coglie nella polarità  vicinanza/distanza l'equilibrio e lo squilibrio educativo. La capacità di tenere questa sana distanza dal figlio è indubbiamente la condizione senza la quale la scelta educativa difficile e a volte estrema risulta più impossibile che difficile.

Ma come si arriva da qui al perdono? Ci si arriva passando per la soddisfazione come obiettivo educativo. Il genitore deve prima di tutto essere consapevole della necessità anche biologica dell'educarsi alla soddisfazione. In questa battaglia educativa in cui la sana distanza fa da fondamento è altrettanto importante la coppia. Il padre da solo o la madre da sola non sono in grado di reggere l'impatto di certi divieti e a poco valgono le raccomandazioni ai genitori di darsi dei tempi e dei progetti come coppia per stare in piedi e non crollare. Ma questo argomento ci porta lontani.

Per comprendere correttamente la questione del perdono e del perdonarsi reciproco del genitore e del figlio bisogna pensare che il tempo è un fattore centrale. Solo nel tempo può arrivare questo perdono. Il figlio arriva a perdonare il padre per i divieti che gli ha imposto a suo tempo perché vede l'amore che c'era in quei no. Il padre perdona il proprio figlio perché gli ha succhiato la vita e l'ha offeso. Questo perdono è possibile solo in quella distanza di cui ben parla Massimo Recalcati nel suo bel libro ed educarci a quella distanza è un obiettivo che ci dobbiamo dare.

L'educazione dell'adolescente alla soddisfazione richiede dunque una coppia che stia in piedi e che sappia tenere con i propri figli quella distanza che l'amore richiede. Partendo da queste basi potrà arrivare il perdono reciproco, con il tempo, la tenacia e la consapevolezza di essere nel giusto.

Questo perdonarci che fa crescere ha come caratteristica di fondo l'appartenere all'amore che dura, dunque allo stare assieme affrontando le difficoltà, mentre è mille miglia lontano dagli innamoramenti che durano una stagione.

Francesco Bricolo

 

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