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Germanwings, in cabina un solo pilota. “Voluta responsabilità umana”

Germanwings, in cabina un solo pilota. “Voluta responsabilità umana”
germanwings luogo (2)
Uno dei due piloti dell’Airbus A320 Germanwings che rimane chiuso fuori dalla cabina e tenta di sfondare la porta. Il silenzio dell’altro pilota mentre l’aereo inizia la sua brusca discesa. Il mancato allarme. Il giallo del passeggero “segreto” e dell’identità dei piloti. Non esclusa l’ipotesi terrorismo. Per Lufthansa si tratta di un incidente “inspiegabile”. Un alto funzionario francese: “Consideriamo la possibilità di una voluta responsabilità umana”. TUTTI I DUBBI CHE NON TORNANO SULLA SCIAGURA AEREA IN FRANCIA
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Uno dei due piloti dell’Airbus A320 Germanwings ha lasciato la cabina prima della discesa dell’aereo, senza poi riuscire a rientrare nonostante i tentativi di aprire la porta, anche con la forza. Questa la ricostruzione degli eventi secondo una registrazione vocale recuperata dal CVR, il cockpit voice recorder nella scatola nera recuperata dopo il disastro aereo in cui sono rimaste uccise 150 persone. A ricostruire gli eventi è il New York Times attraverso una fonte, un alto funzionario militare che lavora sul caso. Intanto si procede all’estrazione di informazioni dalla scatola nera.

Dalla registrazione vocale emerge, secondo la fonte, che nella prima parte del volo vi era stata una “conversazione molto tranquilla” tra i due piloti. Ad un certo punto però uno lascia la cabina di pilotaggio per motivi non chiari e poi tenta di rientrarvi. Si sente che dapprima “l’uomo da fuori bussa piano alla porta” della cabina di pilotaggio, ma senza ricevere risposta. Allora il ritmo e il vigore si intensificano: “colpisce la porta con più forza ma ancora nessuna risposta. Non c’è mai una risposta”. Alla fine “si sente che sta tentando di buttare giù la porta”.

Le autorità francesi restano caute. Alle 12 il procuratore di Marsiglia, Brice Robin, titolare delle indagini sullo schianto dell’Airbus A320, terrà una conferenza stampa. Non ci sono altri commenti ufficiali. C’è però il commento, riportato sempre dal New York Times, di un alto funzionario francese, anch’esso anonimo, che afferma chiaramente che “in questa fase non abbiamo alcuna prova che porti chiaramente a una spiegazione tecnica” dell’incidente aereo, “per cui dobbiamo considerare la possibilità di una deliberata responsabilità umana”.

TUTTI I DUBBI INQUIETANTI

PASSEGGERO SEGRETO – Un chiarimento definitivo è atteso anche sulla nazionalità delle persone a bordo. Ma ci sarebbe un passeggero non identificato.

NULLA SI SA DEI PILOTI – Secondo il New York Times uno dei piloti sarebbe rimasto chiuso fuori dalla cabina. Avrebbe busasto e cercato di sfondare la porta ma dall’altro polota nessuna risposta. Da una prima analisi della scatola nera si sentono i due piloti parlare in tedesco. Poi uno dei due esce, anche se Lufthansa non ha confermato, e tenta invano di rientrare

NESSUN SEGNALE DAI PILOTI. Per l’aviazione civile francese non sarebbe partito alcun segnale d’allarme dall’airbus.
 Eppure alcune ore dopo lo schianto si è parlato di un Sos lanciato dal pilota. La Germanwings, compagnia low cost della Lufthansa, non è stata chiara al riguardo.

AEREO SOTTO CONTROLLO, MA GUASTO PRECEDENTE –  velivolo precipitato aveva 25 anni di vita, ed era operativo dal novembre 1990. A confermarlo lo stesso portavoce della compagnia tedesca Thomas Winkelmann: i computer di bordo «erano stati sostituiti» e l’ultimo controllo «era stato effettuato nell’estate del 2013».
Eppure il giorno prima dell’incidente l’aereo sarebbe stato diverse ore fermo a Dusseldorf per un problema tecnico. Lo ha detto la Lufthansa allo Spiegel online. Motivo dello stop un problema al portello anteriore del carrello.

SCOMPARSO DAL RADAR, NIENTE ROTTA ANOMALA. L’aereo è scomparso dai radar alle 11 e un quarto nei cieli di Bercelonette.
 Mentre il contatto con la torre di controllo è terminato alle 10 e 53. La quota di crociera era molto più bassa di quella prevista.
 Smentita invece la notizia che l’A320 stesse seguendo una rotta anomala.

 AEROPORTI VICINI, MA NON RAGGIUNTI. In caso di avaria, il pilota avrebbe potuto raggiungere un aeroporto nelle vicinanze.
 Forse aveva intenzione di raggiungere lo scalo Grenoble.


UN’ALTRA TRAGEDIA SFIORATA NEL 2014. C’è un precedente: il 5 novembre 2014 fu evitata per poco un’altra tragedia a un Airbus della famiglia A320.
 Un aereo passeggeri della compagnia Lufthansa, un A321 in volo tra Bilbao e Monaco di Baviera, è stato vicino a un grave incidente, presumibilmente per il funzionamento difettoso di alcuni sensori.
 Lo ha scritto il settimanale Der Spiegel, confermato poi dalla stessa compagnia multinazionale, holding di Germanwings.

IL MISTERO DEGLI OTTO MINUTI DI SILENZIO. Dai dati di Flightradar, sito che traccia le rotte di tutti gli aerei in volo, si constata che fra le 10.31 e le 10.32 l’A320 comincia a scendere bruscamente. Non cade, ma la discesa è veloce, 1 km al minuto fino alle 10.41, quando dell’Airbus si perde ogni traccia. La caduta, secondo Germanwings, è durata otto minuti. Lo schianto avviene alle 10.53. I dati di volo sono incomprensibili agli esperti francesi che li hanno analizzati: la discesa è costante ma controllata, come se l’aereo procedesse con pilota automatico. L’unica spiegazione di un’azione del genere, molto grave, è la perdita di pressurizzazione. Ma non ci sarebbe stato motivo per non comunicare l’inconveniente a terra. Invece, silenzio per otto, interminabili minuti, fin quando l’aereo si infrange contro la parete della montagna.