Proseguono le indagini sullo schianto del volo della Germanwings, causato dal co-pilota Andreas Lubitz. La casa di Montabaur è stata scandagliata dagli inquirenti che hanno trovato un referto medico fatto a pezzi e mai consegnato alla Lufthansa che attestava il congedo per malattia del giovane. Nel documento si consigliava al ragazzo di non lavorare e indicava un preciso trattamento per affrontare la sua malattia. Non solo, Andreas Lubitz era stato visitato in ospedale a febbraio e marzo, rivela l’Ospedale universitario di Dussedorf, precisando che l’ultima visita risale al 10 marzo, due settimane prima dello schianto dell’A320 sulle Alpi francesi. L’ospedale ha inoltre aggiunto che il co-pilota si era recato lì per una “valutazione diagnostica”, senza aggiungere ulteriori dettagli per motivi di privacy.
Andreas era stato lasciato dalla fidanzata – Il giovane di appena 27 anni, dunque, era depresso e aveva nascosto la malattia a tutti, inclusi i suoi amici più stretti. Non solo. Andras era appena stato lasciato dalla fidanzata italiana, quasi sull’altare. I due stavano per sposarsi.
Altri particolari dalle indagini: il comandante tentò di sfondare la porta con un’ascia. L’autopilota impostato da 38.000 a 100 piedi. L’uomo era stato 6 mesi in cura psichiatrica. Nuovi dettagli inquietanti: era stato più volte retrocesso durante l’addestramento e negli Usa era risultato in parte “non idoneo al volo”.
Lubitz non del tutto idoneo al volo – Andreas Lubitz era stato “più volte retrocesso” durante l’addestramento al volo di Lufthansa, che ha frequentato dal 2008, secondo quanto scrive la Bild citando fonti della compagnia: “Nel 2009 gli è stato diagnosticato ‘un grave episodio depressivo poi rientrato’ “. In totale sarebbe stato sotto trattamento psichiatrico per un anno e mezzo. Gli inquirenti della Procura di Dusseldorf hanno trovato indizi di una malattia psichica di Andreas Lubitz, nella perquisizione della sua casa. Lo scrive Spiegel online. Bild invece aggiunge che Lubitz era stato giudicato sei anni fa “secondo indiscrezioni in parte ‘non idoneo al volo’ ” durante l’addestramento nella scuola di volo Lufthansa di Phoenix, negli Usa.
Co-pilota era stato “sei mesi in cura psichiatrica” – Il copilota dell’aereo Germanwings schiantatosi sulle Alpi Francesi era stato sei mesi in terapia psichiatrica prima di completare la sua formazione da pilota. E’ quanto scrive il quotidiano tedesco Bild, confermando un dettaglio significativo della storia personale del giovane che ha portato alla morte gli altri 149 a bordo dell’A320. Per lo Spiegel, nella perquisizione delle due case usate su Andreas Lubitz a Dusseldorf e Montabaur, in Renania, e’ stato trovato materiale che conferma i problemi problemi psichici del giovane. Secondo il quotidiano, che cita “fonti della Lufthansa”, la ragione per cui il 27enne interruppe la sua formazione aeronautica, nel 2009, fu una grave depressione, che gli diagnosticarono all’epoca e per la quale riceveva ancora assistenza terapeutica. Il “grave episodio depressivo”, come lo definisce il quotidiano, rimase agli atti nella documentazione relativa al giovane, in mano al dipartimento del traffico aereo tedesco sotto il codice ‘SIC’, che indica la necessita’ che l’interessato sia sottoposto a “controlli medici regolari”. Il fatto che il co-pilota che ha causato la catastrofe dovette interrompere per un periodo piuttosto lungo la sua formazione nella scuola aerea della Lufthansa era stato riconosciuto giovedi’ l’ad della compagnia, Carsten Spohr. Proprio Spohr pero’ non aveva voluto chiarire a cosa era stata dovuta l’interruzione, richiamandosi ai doveri di tutela della privacy sanitaria; ma erano comunque immediatamente circolate le illazioni, riferite da conoscenti e amici di famiglia, relative alla sua depressione. Lubitz, che vive tra la sua abitazione famiglia, a Montabaur, nella Renania, e il suo appartamento privato a Dusseldorf, aveva cominciato il suo apprendistato a 14 anni, in un club di aviazione locale e poi era entrato nella scuola di Brema della Lufthansa nel 2007. Nel 2009 aveva interrotto per alcuni mesi questa formazione, che aveva ripreso successivamente fino all’assunzione in Germanwings, la consociata low cost della Lufthansa nel 2013. Spohr aveva insistito, giovedi’, che tanto per entrare nella scuola che per riprendere e completare la sua formazione, il giovane aveva superato i test piu’ rigorosi, tanto fisici che mentali.
Il rapporto con la fidanzata – Andreas Lubitz si era appena lasciato con la compagna che avrebbe dovuto sposare il prossimo anno. Gli inquirenti hanno perquisito a fondo sia la casa dei genitori a Montabaur, un’elegante cittadina a nord di Francoforte, che il suo appartamento all’ultimo piano di una palazzina residenziale di Dusseldorf, portando via un computer, un portatile ed altri documenti. Il giovane, che aveva sofferto di una crisi depressiva nel 2009 e, secondo Bild, attraversava “una crisi di vita personale”, si divideva tra le due case, quella in cui vivono i benestanti genitori e un fratello minore, e l’elegante appartamento a Dusseldorf, che pare condividesse con una fidanzata. “Volevamo cercare di vedere se per trovare qualcosa che potesse spiegare l’accaduto”, ha riferito al termine delle quattro ope di perquisizione un portavoce. “Abbiamo trovato qualcosa che ora analizzeremo. Non possiamo dire cosa sia al momento, ma potrebbe essere una traccia molto significativa per spiegare cosa e’ successo. Speriamo possa dare qualche spiegazione”
Il capitano tentò di forzare la cabina con un’ascia – Un altro dettaglio raccapricciante riguarda il comandante del volo Germanwings, rimasto chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio dal copilota suicida: ha tentato in tutti i modi di forzare l’ingresso usando un’ascia. Il registratore di volo ha rivelato che il capitano, padre di due bambini, busso’ ripetutamente alla porta e tento’ di entrare nella cabina nei fatali minuti in cui l’aereo stava puntando verso il basso; e in quei minuti concitati, secondo il tabloid tedesco, tento’ anche di abbattere la porta blindata della cabina con l’ascia. La notizia non e’ stata confermata dalla compagnia di volo, ma un portavoce di Germanwings ha effettivamente riconosciuto che a bordo c’era anche un’ascia, un arnese che “fa parte dell’apparecchiature di sicurezza di un A320”.
Copilota riprogrammò pilota automatico per schianto – Andreas Lubitz, secondo altri dettagli, non era materialmente ai comandi quando il suo Airbus A320 si è schiantato sulla vetta francese. Per non far scattare gli allarmi delle decine di sensori che analizzano ogni comportamento anomalo dell’aereo, ha riprogrammato il pilota automatico. Secondo quanto riferisce la cnn, Libitz con folle lucidità non modificò i parametri della rotta ma variò solo quelli della quota di volo: li settò dai normali 38.000 piedi (11.582 metri) di crociera a soli 100 piedi (33 metri) il minimo, facendo finire la corsa del jet e delle altre 149 persone a bordo molto prima, a 6.175 piedi (1.882 metri).
I parenti delle vittime in partenza per la FranciaGuarda la gallery


































