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Cronache
Le armi chimiche siriane sono arrivate a Gioia Tauro

Le armi chimiche siriane sono arrivate a Gioia Tauro poco dopo le 5 di mercoledì mattina. La nave danese Ark Futura che le trasporta è entrata in porto, scortata da altre unità navali. Un elicottero sorvola la zona. Nel porto calabrese le sostanze chimiche saranno trasbordate sulla nave americana Cape Ray, che le tratterà al largo.

Quando il trasbordo delle armi chimiche sarà completato, "la Cape Ray lascerà Gioia Tauro per le acque internazionali per cominciare la neutralizzazione degli agenti chimici mediante i “field deployable hydrolysis system” a bordo", ha spiegato in una recente nota il portavoce del Pentagono, ammiraglio John Kirby, assicurando che "la neutralizzazione sarà condotta in modo sicuro e nel rispetto dell’ambiente. Nessun residuo di questa operazione verrà rilasciato in mare".

La Cape Ray è equipaggiata con un impianto di idrolisi che sarà usato nei prossimi due mesi per neutralizzare l’arsenale chimico siriano. Ark Futura proseguirà per Gran Bretagna e Finlandia dove saranno smaltite oltre 200 tonnellate di sostanze tossiche meno pericolose.Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in una nota si è congratulato per la missione congiunta Nazioni Unite-Opac, che ha portato a termine "il più impegnativo dei compiti in una zona di guerra attiva". Il segretario generale ringrazia in particolar modo le autorità italiane per aver fornito il porto prima del trasbordo delle armi per la distruzione, e i governi di Cina, Russia, Usa, Gb, Danimarca e Norvegia, che hanno "fornito risorse cruciali di sostegno alle operazioni". Le critiche: "Poche informazioni".

Ma a Gioia Tauro resta un clima di scontento: l’associazione Cittadinanza democratica di Gioia Tauro critica: "E’ ovvio che un disarmo non può essere minimizzato come fosse un’operazione di routine,perché obiettivamente,non lo è, e lo conferma il fatto che nessun altro passaggio di sostanze pericolose, finora, ha mai avuto necessità di essere affiancato da un simile dispiegamento di forze militari". E protesta anche il comitato Sos Mediterraneo, lamentando la mancanza di informazioni:"Dobbiamo sottolineare che in quei container ci sono armi pronte all’uso, non precursori, ma comunque nessuno sa cosa veramente si troverà lì dentro, tutto è coperto dal segreto militare», spiegano. Conferma il sindaco di San Ferdinando, Domenico Madafferi: "Ho chiesto la lista delle sostanze che verranno trasbordate ma la Prefettura dice di non averla", spiega. In ogni caso, seguirà le operazioni dalla sala consiliare, dove sarà attivato il centro operativo comunale e dove sono stati installati dei monitor attraverso i quali si riusciranno a seguire le varie fasi del trasbordo. "L’allerta scatterà 72 ore prima, a quel punto ci sarà l’attivazione del piano concertato con la Prefettura di Reggio Calabria", spiega.

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