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Giulia Guidotti, morta a 20 anni dopo le dimissioni dal pronto soccorso: cosa è successo

Giulia Guidotti è morta a 20 anni tre settimane dopo un accesso al pronto soccorso. La Procura dispone l’autopsia

Giulia Guidotti, morta a 20 anni dopo le dimissioni dal pronto soccorso: cosa è successo

La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta sulla morte di Giulia Guidotti, 20 anni, trovata senza vita l’8 ottobre nella sua abitazione di Sala Bolognese. Tre settimane prima si era rivolta a una struttura sanitaria per un sospetto attacco epilettico.

Il fascicolo è stato aperto per omicidio colposo contro ignoti, una qualificazione che al momento consente agli investigatori di svolgere tutti gli accertamenti. Non è stato stabilito alcun collegamento tra l’accesso al pronto soccorso e il decesso.

Giulia Guidotti, la visita del 17 settembre

Giulia Guidotti si era rivolta a una struttura sanitaria il 17 settembre, circa tre settimane prima della morte. Secondo la ricostruzione pubblicata dal Corriere di Bologna, la ragazza aveva accusato quello che era stato indicato come un possibile attacco epilettico. Era stata sottoposta a una visita neurologica e le erano stati prescritti ulteriori accertamenti specialistici. Gli esami avrebbero dovuto essere effettuati nei giorni successivi all’8 ottobre.

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Quella mattina Giulia si trovava nella propria abitazione a Padulle, frazione di Sala Bolognese. A trovarla è stata la madre, che ha chiamato i soccorsi. Gli operatori non hanno però potuto salvarla. La giovane aveva frequentato anche la Pubblica Assistenza Città di Bologna, che il giorno successivo alla morte ha diffuso un messaggio ricordandola e stringendosi alla famiglia.

Giulia Guidotti, l’inchiesta della Procura di Bologna

I carabinieri intervenuti nell’abitazione hanno acquisito documentazione e prescrizioni mediche, successivamente consegnate alla Procura. Il pubblico ministero Marco Imperato ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo contro ignoti. Allo stato degli accertamenti non risultano responsabilità contestate a singoli medici o operatori sanitari.

L’iscrizione del reato permette di svolgere gli esami necessari per accertare le cause della morte e verificare l’assistenza ricevuta dalla ventenne nelle settimane precedenti. La distanza di circa tre settimane tra la visita e il decesso impone di stabilire prima di tutto di cosa sia morta Giulia e se la causa abbia una relazione con i disturbi che l’avevano portata a chiedere assistenza sanitaria.

Giulia Guidotti, cosa dovrà chiarire l’autopsia

La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo della ragazza. L’esame dovrà individuare la causa del decesso e fornire agli investigatori elementi per confrontare quanto emerso con i sintomi manifestati a settembre, gli accertamenti effettuati e quelli che erano stati successivamente prescritti. Solo dopo questi risultati sarà possibile valutare l’eventuale esistenza di omissioni o errori nell’assistenza ricevuta.

La morte avvenuta dopo una precedente dimissione dal pronto soccorso non dimostra di per sé un errore sanitario. L’inchiesta è stata aperta proprio per verificare se i due eventi siano collegati oppure se il decesso abbia avuto una causa diversa e non prevedibile in occasione della precedente visita. Al momento la causa della morte di Giulia Guidotti non è stata resa nota e l’indagine resta a carico di ignoti.

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