Servono “provvedimenti urgenti” da “adottare con decreto legge” per scongiurare il rischio di un “default” della Cassazione. A lanciare l’allarme è il primo presidente della Suprema Corte, Giovanni Canzio, alle presenza del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in un convegno nell’Aula Magna di ‘Palazzaccio’. “La Cassazione versa in una seria crisi, assediata da un numero mostruoso di ricorsi, con 80mila nuovi ricorsi ogni anno. Questo flusso è patologico: il carico della Corte rispetto ad altri Paesi del mondo ha assunto dimensioni strabilianti che mettono in forse i valori della democrazia”.
Per Canzio serve un intervento legislativo urgente per mettere mano al problema dei ricorsi. In Cassazione ce ne sono 105mila pendenti e ogni anno se ne trattano 50mila penali e 30mila civili. “La cassazione – ha aggiunto Canzio – è assediata da un mostruoso numero di ricorsi, è un flusso patologico, e si deve riflettere sul fatto che il 48% di questi ricorsi ha come attore lo stato. La cassazione rischia di andare in default, serve un decreto legge”. Canzio si è quindi rivolto al Guardasigilli: “Chiediamo pochi e mirati interventi per ridurre l’arretrato, non possiamo immettere centinaia di magistrati. Vanno rotti i tabù. Servono giudici ausiliari”.
Canzio ha snocciolato altri numeri: la durata dei procedimenti penali alla Corte è di circa sette mesi, la stima dei ricorsi dichiarati inammissibili è del 62%. Quanto al civile, vengono scritti ogni anno 30mila processi, mentre quelli pendenti sono ben 105mila e il 48% sono cause che riguardano lo Stato. La durata dei procedimenti civili supera i quattro anni. Particolarmente grave la situazione del contenzioso tributario: la metà delle pendenze civili riguarda proprio la sezione tributaria, a cui arrivano 11mila nuovi ricorsi l’anno.

