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Cronache

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No, Ruby non è la nipote di Mubarak. Ma Silvio Berlusconi è stato comunque assolto. Il rischio carcere o domiciliari non è scongiurato: bisogna aspettare la Cassazione ma passerà molto tempo. E poi ci sono i processi di Napoli e Bari. E il Ruby ter. Ma questa vittoria può avere un'onda lunga...

PROCESSO RUBY - L'assoluzione in appello è un punto forse decisivo per la difesa di Berlusconi ma non è la parola fine sulla vicenda. Innanzitutto, bisognerà attendere la pubblicazione delle motivazioni, che i giudici di Milano renderanno note dopo l'estate. In quell'occasione si potrà avere un quadro più completo sull'assoluzione di Berlusconi, in particolare sul punto della concussione, cioè quello che sembrava il vero cardine dell'accusa. Coppi ha commentato che Berlusconi è stato assolto dall'accusa di prostituzione minorile perché "non conosceva l'età della ragazza". Resta da chiarire invece il motivo dell'assoluzione a proposito dell'ormai celeberrima telefonata in questura da parte dell'allora premier. In seguito al deposito delle motivazioni ci sarà, scontato, il ricorso della procura in Cassazione. A quel punto bisognerà aspettare, prevedibilmente entro la prima metà del 2015, il pronunciamento della corte. La Cassazione potrebbe dare ragione ai giudici dell'appello e assolvere in via definitiva Berlusconi. In questi casi è solitamente più difficile un nuovo ribaltamento definitivo con una condanna. Piuttosto più probabile il rinvio e la costituzione di un nuovo appello. In questo caso passerebbe parecchio tempo di avere nuovamente il passaggio in Cassazione e quindi il verdetto definitivo.

FRONTE: MILANO - Ma oltre al caso Ruby sono parecchi i procedimenti aperti a carico di Berlusconi. Cominciamo da Milano, da sempre il fronte principale della ventennale guerra giudiziaria dell'ex Cavaliere. L'assoluzione in appello nel processo Ruby è un colpo molto duro da digerire per la procura milanese, che in primo grado aveva addirittura ottenuto una condanna superiore alle richieste formulate. Oltre al troncone principale, a Milano si indaga anche sulla presunta corruzione in atti giudiziari. L'inchiesta, che ha preso il nome di Ruby ter, è condotta dai pm Forno e Gaglio ed è stata avviata alla luce delle segnalazioni fatte dai giudici del tribunale di Milano nelle sentenze di condanna dei processi di primo grado a carico di Silvio Berlusconi e a carico di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, il Ruby e il Ruby bis. L'ipotesi è che Berlusconi abbia pagato testimoni per dire il falso. Ma ora, con l'assoluzione arrivata sul troncone principale anche questo filone secondario rischia di subire pesanti contraccolpi.

FRONTE: NAPOLI - A Napoli è invece in corso il processo di primo grado sulla cosiddetta compravendita dei senatori, al quale proprio nei giorni scorsi è stato chiamato a testimoniare anche l'ex premier Romano Prodi. Berlusconi è accusato di corruzione e finanziamento illecito ai partiti. L'accusa sostiene che l'ex Cavaliere abbia corrotto nel 2006, con 3 milioni di euro, il senatore Sergio De Gregorio per favorire il suo passaggio tra le fila della Casa delle Libertà. I pm Woodcock, Piscitelli e Curcio avevano chiesto, e ottenuto, il rinvio a giudizio con rito immediato, valutando le prove a carico dell'ex Cav molto consistenti. La sentenza del primo grado dovrebbe entro il 2014 o al limite nei primi mesi del 2015. Qui i tempi sono stretti, perché la prescrizione arriverà già nel 2015 e appare dunque molto difficile che si riescano a celebrare tutti e tre i gradi in un così breve lasso di tempo. Insomma, il processo di Napoli rischia di essere già morto.

FRONTE: BARI - L'ultimo, almeno in ordine di tempo, fronte giudiziario aperto per Silvio Berlusconi è rappresentato da Bari. Pochi giorni fa la procura pugliese ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per Berlusconi in merito all'inchiesta sulle escort. L'ex presidente del consiglio è accusato di induzione a mentire. Per il tramite del faccendiere napoletano Valter Lavitola avrebbe pagato l'imprenditore Gianpaolo Tarantini perchè mentisse sulle escort portate nelle sue residenze estive tra il 2008 e il 2009. L'udienza preliminare inizierà il 14 novembre dinanzi al gup del Tribunale di Bari Rosanna Depalo. Anche qui i tempi saranno lunghi.

IL RISCHIO CARCERE - L'assoluzione allontana in maniera innegabile il rischio carcere per Berlusconi. Come minimo nel tempo, ma con molta probabilità anche nel merito. Comunque vada a finire, questo passaggio in appello è un mattone pesante posato dalla difesa che, in attesa delle motivazioni, ha vinto su tutta la linea. Berlusconi temeva moltissimo la sentenza d'appello perché sapeva che poi in Cassazione avrebbe potuto avere la meglio l'inerzia del processo con due condanne già formulate. Teoricamente il pericolo non è comunque ancora scongiurato perché in via di condanna definitiva della Cassazione sul caso Ruby verrebbe meno anche l'indulto del quale l'ex Cav gode sulla condanna, quella sì definitiva, del processo Mediaset. I tre anni indultati del processo Mediaset andrebbero dunque a sommarsi a un'ipotetica condanna su Ruby e Berlusconi dovrebbe scontarla ai domiciliari oppure, nella visione più estrema, in carcere. Stesso discorso per un'ipotetica condanna definitiva nei processi di Napoli e Bari, ma un po' per il rischio prescrizione e un po' per i tempi ancora lunghi lo spettro è al momento lontano da manifestarsi.

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