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Giustizia, Orlando: “La corruzione ha dimensioni intollerabili”

Giustizia, Orlando: “La corruzione ha dimensioni intollerabili”
andrea orlando
Il “malfunzionamento” della giustizia “è uno dei più grandi macigni sulla strada della crescita” del Paese. Lo ha detto il Guardasigilli Andrea Orlando. “Le inchieste dimostrano che la corruzione ha raggiunto dimensioni intollerabile anche per il frequente suo intreccio con le organizzazione di tipo mafioso”

Il “malfunzionamento” della giustizia “e’ uno dei piu’ grandi macigni sulla strada della crescita” del Paese. Lo ha detto il Guardasigilli Andrea Orlando, illustrando alla Camera la relazione sull’amministrazione della giustizia. Il ministro ha ricordato che oggi “la giustizia e’ diventata per i cittadini un simbolo di calvario da tener lontano dalla propria vita”.

La giustizia, secondo Orlando, “e’ stata terreno di aspro scontro politico“, che ha ostacolato “le necessarie riforme” e trasformato i problemi in “mali cronici”. Una pagina, questa, che “si puo’ dire chiusa”, ha detto il Guardasigilli, il quale ha ribadito che “il metodo del dialogo e’ fondamentale”. Orlando ha voluto ricordare anche la “straordinaria fonte di ispirazione” giunta dal presidente Giorgio Napolitano, “il cui lavoro e le cui indicazioni” possono continuare ad essere un “incoraggiamento” per gli interventi di riforma. Negli ultimi mesi, ha sottolineato il ministro, “sono state affrontate le emergenze piu’ gravi”, dalle “carceri” al “processo e all’arretrato civile”: anche il vicepresidente della Commissione Ue Katainen “ha riconosciuto la bonta’ della nostra riforma”.

Diminuiscono le cause pendenti, il cui numero e’ sceso, per la prima volta dal 2009, “sotto la soglia dei 5 milioni”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, nel corso della sua relazione alla Camera. Le cause pendenti, al 30 giugno scorso, risultavano infatti essere 4 milioni e 898mila, “-6,7% dei fascicoli – ha spiegato Orlando – aperti alla stessa data dell’anno precedente”. Il decreto legislativo sulla ‘tenuita’ del fatto’ “non ha nulla a che vedere con la depenalizzazione”. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, nella sua relazione alla Camera.