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E' stata trasmessa alla Prima Commissione la lettera inviata al Csm dal procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli. A disporlo e' stato il Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli. Nella sua lettera, il capo della Procura torinese chiede di essere "adeguatamente tutelato" dall'organo di autogoverno della magistratura, in relazione alle dichiarazioni rilasciate nella trasmissione tv 'Piazzapulita' dal presidente del Senato, ed ex procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso.

I vertici del Csm - il vicepresidente Michele Vietti, il primo presidente e il pg di Cassazione, Ernesto Lupo e Gianfranco Ciani - hanno dunque inoltrato la missiva di Caselli alla Prima Commissione, competente sulle pratiche a tutela, affinche' "proceda alla verifica dell'esistenza dei presupposti" per l'avvio della procedura. Per Caselli, il comportamento tenuto da Grasso e' "profondamente lesivo" dei suoi "diritti" e della sua "immagine": con "un lunghissimo monologo", contenente "accuse e allusioni suggestive, Grasso, secondo il procuratore capo di Torino, ha prospettato "in maniera distorta vari fatti e circostanze afferenti la mia attivita' di magistrato".

 

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