Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Grazia a Mario Roggero, chi può richiederla e come funziona

Grazia a Mario Roggero, chi può richiederla e come funziona

Dopo la condanna definitiva, Salvini invoca la grazia per Mario Roggero. Chi può presentare la domanda e chi decide

Grazia a Mario Roggero, chi può richiederla e come funziona

La condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero è diventata definitiva. La grazia può essere concessa soltanto dal presidente della Repubblica, dopo un’istruttoria che passa dal ministero della Giustizia.

Grazia Mario Roggero: la condanna definitiva e la richiesta di Salvini

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della difesa e confermato la condanna pronunciata in appello nei confronti di Mario Roggero. Il gioielliere, 72 anni, nell’aprile 2021 uccise due uomini e ne ferì un terzo dopo una rapina nel suo negozio di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo.

Dopo la decisione della Cassazione, Roggero ha dichiarato: “È finita, vado in carcere”. La sentenza definitiva stabilisce una pena di 14 anni e 9 mesi.

Matteo Salvini ha rivolto un appello a Sergio Mattarella. “Ora la grazia”, ha scritto il leader della Lega, sostenendo che Roggero “non merita sicuramente il carcere”. L’intervento del vicepremier ha aperto una discussione politica, ma non equivale a una richiesta formale prevista dalla legge.

Grazia Mario Roggero: chi può presentare la domanda

La procedura è disciplinata dall’articolo 681 del codice di procedura penale. Secondo le indicazioni pubblicate dal Quirinale, la domanda deve essere diretta al presidente della Repubblica e presentata al ministro della Giustizia.

Può firmarla il condannato. Possono farlo anche un prossimo congiunto, il convivente, il tutore, il curatore oppure un avvocato. Se la persona è detenuta o internata, l’istanza può essere consegnata direttamente al magistrato di sorveglianza.

La grazia può essere valutata anche senza una richiesta del condannato. La legge consente infatti l’avvio della procedura su proposta degli organi penitenziari nei casi previsti oppure per iniziativa autonoma del capo dello Stato.

Grazia Mario Roggero: cosa accade dopo la richiesta

Il ministero della Giustizia raccoglie gli atti giudiziari, le informazioni sulla situazione personale e familiare del condannato e gli elementi relativi al comportamento tenuto dopo il reato. L’istruttoria può comprendere i pareri della procura generale e della magistratura di sorveglianza.

Il fascicolo viene trasmesso al Quirinale. Il presidente della Repubblica valuta la domanda in piena autonomia. La Corte costituzionale ha riconosciuto al capo dello Stato la titolarità sostanziale del potere di grazia.

Un eventuale provvedimento può cancellare la pena residua oppure ridurla. Può anche essere subordinato a condizioni. Non elimina però il reato, la sentenza di condanna o gli effetti civili, salvo quanto stabilito espressamente nel decreto.

Per Roggero, il passaggio in giudicato della sentenza rende ora possibile l’avvio della procedura. Non esistono tempi obbligatori entro i quali Mattarella debba pronunciarsi, né la mobilitazione politica vincola la decisione del Quirinale.

Mario Roggero: “E’ finita. Passo a voi il testimone per arrivare a una legge contro la criminalità dilagante”

Mario Roggero ieri ha lasciato un messaggio ai suoi sostenitori su Instagram: “E’ finita. Ho preso atto che i giudici di Roma mi abbiano connato a 14 anni e 9 mesi di reclusione come nei giudizi precedenti, quindi hanno voluto darmi l’ergastolo. Ringrazio coloro che mi sono stati vicino, adesso dovrò passarvi il testimone per portare avanti una legge sulla legittima difesa che sia veramente contro le ingiustizie e la criminalità sempre più dilagante”.

CLICCA QUI PER ALTRE NOTIZIE DI CRONACA