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Cronache
Giustizia, i 12 punti della riforma

Sono dodici i punti sulla riforma della giustizia presentati dal premier Matteo Renzi e dal Ministro Andrea Orlano in conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri. Questa e' stata "un'ottima giornata per le riforme, alla faccia dei gufi". Lo dice Matteo Renzi in conferenza stampa a palazzo Chigi. "Proseguira' nelle prossime ore il lavoro, siamo convinti e ottimisti che l'iter possa andare bene", afferma il presidente del Consiglio.

"Avremmo potuto essere qui per dare il primo click a mezzanotte per il via al processo civile telematico. Lo facciamo ora: da mezzanotte parte il processo civile telematico, parte formalmente la riforma". Questo, ha aggiunto Renzi, "segna l'addio dai tribunali pieni di scartoffie. La nostra scommessa e' che si possa discutere di giustizia in modo non ideologico".

"Saranno a disposizione i disegni di legge per chi li vuole cambiare o modificare. C'e' una trasparenza totale, li approviamo il 1 settembre. Il processo civile dovra' durare un anno". "La scommessa dei mille giorni sara' questa. Alla fine avremo un processo civile anche con un dimezzamento dell'arretrato", osserva il Premier. "Sono vent'anni che sulla giustizia si litiga senza discutere. Vorremo discutere di giustizia senza litigare".

Lo ha detto Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi per poi aggiungere, con una battuta: "E' questa la via di Orlando alla Giustizia. Non l'Orlando furioso ma l'Orlando doroteo...". Per quanto riguarda le carriere in magistratura e le riforme del Csm il Presidente del Consiglio annuncia: "Si fa carriera per merito, non per le correnti di appartenenza". "Ci inchiniamo alla indipendenza della magistratura, che e' un principio sa-cro-san-to", ha scandito Renzi: "All'indipendenza della magistratura, non alla magistratura. Noi non siamo contro le correnti in magistratura, hanno portato a discussioni sul dirittto e nascono da una politica con la P maiuscola. Ma non si puo' far carriera perche' si fa parte di una corrente", ha aggiunto il presidente del Cosniglio. La riforma della prescrizione "ci sta a cuore", e' una questione di "civilta'". Su questo tema "apriamo una discussione e capiamo se c'e' condivisione nel paese", ha affermato Renzi.

"Per due mesi vogliamo discutere della giustizia in modo non ideologico, sara' una discussione la piu' filosofica, concettuale e astratta prima di approvare la riforma per coinvolgere l'Italia su questo tema, ha aggiunto Renzi. Per quel che riguarda il Consiglio superiore della magistratura "chi giudica non nomina, chi nomina non giudica", ha sostenuto il premier. Le linee guida del Governo riguardano sia il sistema elettorale del Csm - che naturalmente non sara' cambiato per le prossime elezioni dei togati, convocate per questo fine settimana - sia il sistema disciplinare.

Sulle intercettazioni "non abbiamo pronta una norma", dice Matteo Renzi sempre in conferenza stampa a palazzo Chigi: "Per noi un magistrato deve essere libero di intercettare, ma dov'e' il limite alla pubblicazione delle intercettazioni? Ci sono vicende che attengono alla privacy che possono essere slegate dalle indagini. Faccio - afferma Renzi - appello ai direttori di quotidiani: aiutateci a capire cosa dobbiamo fare: qual e' il limite delle pubblicazioni? E' giusto che non ci sia limite?", aggiunge il presidente del Consiglio. "Nessuno vuole bloccare le intercettazioni, ma talvolta l'utilizzo delle intercettazioni" va rivisto, osserva il Capo dell'esecutivo. Se un magistrato "sbaglia per dolo o per colpa grave e' giusto che ci sia un sistema di responsabilita' civile su un sistema europeo. Non si tratta pero' dell'emendamento Pini, sara' in linea con l'Europa". Chiarisce Matteo Renzi continuando a parlare della riforma della giustizia. "Chi nomina non giudica, chi giudica non nomina". Questa la posizione del Premier sul sistema disciplinare per i magistrati, finora affidato ad un'apposita sezione del Csm.

LE INTERCETTAZIONI - Nelle linee guida che il 30 giugno arriveranno al consiglio dei ministri per la riforma della giustizia il capitolo più scottante, ancora una volta, è quello che riguarda le intercettazioni telefoniche. C'è chi ne vuole un uso molto più ridotto, chi non ci rinuncerebbe mai visto che la maggior parte dei reati viene scoperta grazie a questo strumento in mano ai magistrati. Il piano che ha in testa il ministro Andrea Orlando prevede una stretta, non tanto sull'utilizzo dello strumento durante le indagini, quanto piuttosto sul suo uso nelle carte e nei provvedimenti dei magistrati. L'obiettivo è evitare una diffusione anticipata sui media di conversazioni che possono danneggiare le persone coinvolte.

LA PRESCRIZIONE - Siamo pronti ad adeguarci all'Europa. Come più volte richiesto dall'Ue, infatti, il governo potrebbe allungare i tempi della prescrizione, soprattutto per i reati più gravi, bloccandone addirittura il conteggio al termine del primo grado di giudizio. Questo permetterebbe di arrivare a sentenza definitiva anche nei casi più difficili e nei quali il processo diventa una lotta contro il tempo per evitare la prescrizione degli imputati.

IL PROCESSO CIVILE  E IL CSM -  Focus sui tempi anche per quanto riguarda il processo civile. L'obiettivo è ridurre la pesantissima mole di arretrato. Il modo in cui farlo è ricorrere a strumenti alternativi al giudici, dando spazio a negoziazione, mediazione e arbitrato. Prevista anche l'istituzione del tribunale della famiglia e della persona. Un nuovo organismo dovrebbe nascere anche in seno al Consiglio superiore della magistratura, con l'istituzione di una sezione autonoma che si occuperà solamente dei processi ai magistrati.

IL FALSO IN BILANCIO - Dopo la sua abolizione nel 2001 dovrebbe ritornare il reato di falso in bilancio. Il reato fu modificato durante il governo Berlusconi ma ora si torna indietro e sarà punibile con una condanna fino a cinque anni, rendendo di fatto possibili l'utilizzo delle intercettazioni durante le indagini. Ma c'è ancora un ma: il dubbio è se rendere il falso in bilancio un reato perseguibile d'ufficio oppure no.

LA RESPONSABILITA' CIVILE - Da sempre spina principale di ogni discussione sulla riforma della giustizia. Vecchio cavallo di battaglia di Berlusconi, la responsabilità civile dei magistrati verrà rinforzata. La rivalsa dello Stato sul magistrato incorso in errore sarà della metà e non più di un terzo. Ma i magistrati su questo punto promettono battaglia.

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