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Cronache

di Salvatore Passaro

Chi spera nella rivoluzione ha messo da parte la parola cambio. Certo, visto il disastro, almeno un cambio oggi sarebbe il massimo sperabile. Eppure comincio a pensare che Largo ai giovani, via il vecchio e cambiamo tutto sia solo un pretesto, una specie di inganno seduttivo perché una nuova classe di giovani mandarini prenda il posto e il potere dei vecchi, vecchi non solo di età . Perciò la cosa più pericolosa oggi è che gli italiani si accontentino di veder cambiar padrone anzicchè cambiare lo stato.

Da quale dubbio parto? E’ semplice: i giovani che qui stanno scalciando presenti nei partiti tradizionali, Renzi in testa, sono tutti politici di carriera. Non vengono dalla società civile, non hanno indipendenza economica distinta dai proventi dei loro incarichi statali e soprattutto sono evidentemente proiettati in un turbine di ambizioni personali che di fatto coincidono con la loro vita.

Che cosa significa? Significa che non stiamo guardando una cosa elementare: i vecchi che hanno distrutto l’Italia (e parlo per difetto perché dovrei dire cancellato l’Italia) hanno potuto farlo perchè le regole, le leggi, i privilegi , lo stato stesso gliel’ha permesso. E perché nella dissoluzione della naizone hanno trovato una quantità immensa di ricchezza da depredare.

IL potere politico per loro è stato l’assalto alla diligenza. Se, come penso, i giovani mandarini andranno al potere senza cambiare le regole, senza rinunciare all’immenso potere che la vecchia casta ha costruito per sé allora l’incubo peggiore si sarà avverato. Ci avranno presi in giro e per noi non ci sarà speranza per il semplice fatto che dovremmo accettare lo stesso stato,lo stesso potere, gli stessi privilegi per lunghi anni a (s)venire, tanti più annia quanto più giovani saranno i nuovi mandarini

Pensate davvero che una volta al potere rinunceranno o meglio, pensate che scriveranno delle regole perché avvenga un cambio naturale e democratico? Sono convinto di no

L’obiezione che mi viene rivolta è facile (e tendenziosa) : noi, giovani, faremo meglio. Non preoccuparti. No. Io mi preoccupo invecde perché ragiono e vedo. Non servono politici nuovi ma regole nuove, non voglio politici giovani ma regole giovani giovani perché non ci siano più mandarini ancorati al potere come alghe agli scogli. Sono le regole a determinare il male dell’italia, non la qualità né l’età dei governanti – o almeno non soltanto-.

Se non cambiamo le nostre regole, se lo stato non libera i cittadini dalla prigione in cui ci ha rinchiusi allora stiamo andando verso una sconfitta certa delle speranze e dello spirito con cui affronteremo il prossimo voto. Diranno di voler cambiare tutto per non cambiare niente: pensate che lasceranno il potere fra dieci anni, quando avranno 50 anni? Scordatevelo. A 50 poi nessuno ha mai lasciato alcuna cadrega…

Dovremmo prepararci ad un altro ventennio…? No.

Semplicemente no.

Nessun cambio allora,

meglio una rivoluzione.

Da subito

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