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Cronache

Un vero “J'accuse”, chiaro e forte, quello del ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, intervenendo all'Aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo: “Le nostre carceri non sono degne di uno Stato civile:”Va ripensato il sistema delle pene: i detenuti devono avere la possibilità di poter studiare o lavorare:”Cambiare è un'impresa titanica, ma ci proveremo”. A queste dichiarazioni hanno fatto seguito quelle del presidente Giorgio Napolitano:” Sulle carceri la situazione è gravissima”.

”Sono in gioco ,debbo dire nella mia responsabilità di presidente, il prestigio e l'onore dell'Italia” Intanto, ad inizio gennaio 2013, la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato il nostro Paese per trattamento inumano e degradante di 7 carcerati detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza. La Corte ha inoltre condannato l'Italia a pagare ai sette detenuti un ammontare totale di 100 mila euro per danni morali e ha dato al nostro Paese un anno di tempo per rimediare alla situazione carceraria.

Puntuale (a suo tempo) il commento da parte di Napolitano: “La sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo rappresenta un nuovo grave richiamo per l'Italia ed è una “mortificante conferma” dell'incapacità del nostro Stato a garantire i diritti elementari dei reclusi in attesa di giudizio e in esenzione di pena.” Dopo Serbia e Grecia, è l'Italia il Paese del Consiglio d'Europa con il maggiore sovraffollamento nelle carceri, dove per ogni 100 posti ci sono 147 detenuti. Si calcola che i detenuti vivono in celle dove hanno a disposizione meno di 3 metri quadrati. La mia mente mi riporta, per analogia, a quell'intervento- visita che feci anni addietro, nella mia veste di interprete-traduttore, alla casa circondariale di Poggioreale (NA).

Lo spettacolo che si presentò ai miei occhi fu squallido e deludente: carcerati ammassati nelle celle che protestavano vibratamente contro le loro condizioni pietose. Dobbiamo convenire tutti che la situazione delle nostre carceri è davvero drammatica ed esplosiva: strutture fatiscenti, condizioni igienico-sanitarie disperate, cibo stomachevole e chi più ne ha più ne metta. Ma la cosa più sconcertante è che ci sono stati 93 detenuti morti nel 2012. Per non parlare delle atroci sofferenze a cui vengono sottoposti i condannati detenuti malati di mente. La reclusione, secondo il mio modesto osservatorio,non deve, o meglio, non dovrebbe essere una punizione ma un'occasione offerta al detenuto per capire l'errore e porvi rimedio così da poter iniziare una vita diversa una volta scontata la pena. E per questo che l'opinione pubblica deve far sentire più forte la sua voce. Deve esercitare una pressione costante sui responsabili, perchè le condizioni attuali dei nostri detenuti, già drammatiche, non continuino a peggiorare, provocando ancora traumi psicologici e perdite di vite umane.

Non trovando una soluzione a questi problemi angoscianti, allora sarebbe veramente l'inizio tragico della fine violenta della nostra fragile ma preziosa e insostituibile democrazia. Ricordiamoci che la civiltà di un popolo si misura dal rispetto e dall'attenzione che riesce a dedicare a chi è meno fortunato. Concludo con una citazione di Friedrich August Von Hayek(economista e filosofo austriaco):”La libertà è essenziale per far posto all'imprevedibile e all'impredicibile; ne abbiamo bisogno perchè ,come abbiamo imparato, da essa nascono le occasioni per raggiungere molti dei nostri obiettivi”.

Franco Petraglia - Cervinara (AV)

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