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Se il conformismo diventa anti-islamista. Di Ernesto Vergani

Se il conformismo diventa anti-islamista. Di Ernesto Vergani
charlie hebdo (4)
L’analisi/ Dati per scontati il rispetto per i morti di Parigi, le vicende iniziate con l’attacco al settimanale satirico “Charlie Hebdo” rivelano quanto conformismo alligni nelle democrazie occidentali…

Dati per scontati il rispetto per i morti di Parigi e il fatto che la democrazia debba difendersi dall’integralismo islamico senza se e senza ma, le vicende iniziate con l’attacco al settimanale satirico “Charlie Hebdo” rivelano quanto conformismo alligni nelle democrazie occidentali.

Il fatto che si parli di attacco alla civiltà senza entrare nel dettaglio della questione ma limitandosi ad analizzare azioni militari e di polizia, fa venire dei dubbi. Le vicende di Parigi stanno rivelando quanto la democrazia occidentale sia debole a livello di contenuti e di dialettica interna.

Se la maggioranza pensa allo stesso modo senza articolare le proprie ragioni, la democrazia è insicura. La democrazia, è bene ricordarlo, si basa sulle differenze individuali e per così dire sulla sfumature. Se tutti alzano il cartello con la scritta “Je suis Charlie” e nessuno esprime un concetto diverso sul rapporto con l’Islam, la democrazia è incerta.

Lo stesso vale per la satira. Se essa è un diritto, sono però sindacabili le sfumature. Una vignetta in cui Maometto promette cento frustate a chi non ride è satira, quella in cui si provocano i musulmani con situazioni oscene è molto più discutibile se lo sia. Si immagini una vignetta che ritragga Papa Francesco in atti osceni. Che cosa succederebbe in Italia?

Un certo conformismo è emerso anche nella scelte dei media. Questi sono i casi tipici in cui chi scrive rischia di sentirsi come chi si trova in auto su un’ autostrada deserta a ferragosto: quattro corsie libere dove scatenarsi con la retorica più facile: “Giù le mani dalla libertà!”, “Gli eroi della libertà!” e via discorrendo.

John Fitzgerald Kennedy disse “Io sono berlinese” il 26 giugno 1963. Poi siamo diventati tutti americani l’11 settembre 2001 con l’attentato alle Torri Gemelle, ora siamo tutti Charlie e francesi (come del resto Parigi, anch’essa Charlie…).

Ernesto Vergani