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Cronache
Il giudice salva la ditta: "Meno tasse per non fallire"

"Un imprenditore che paga i dipendenti ma non le tasse non è un evasore". Storica sentenza della Corte d'Appello di Venezia che salva dal fallimento una storica segheria di Longarone. Il giudice riconosce per la prima volta la possibilità di chiedere allo Stato la rinuncia a parte del proprio credito nei confronti dell'imprenditore in crisi. La Cgia di Mestre: "Speriamo faccia giurispurdenza, finalmente si ratifica che gli imprenditori non sono delinquenti".

I titolari della ditta bellunese hanno dichiarato al Corriere del Veneto, ovviamente, di essere "contenti di questa decisione", mentre l'avvocato spiega che il fallimento (ora revocato) era stato "causato dai numerosissimi fallimenti dei propri debitori". Si tratta di una segheria storica fondata subito dopo la prima guerra mondiale. Molte anche le disavventure, come la sciagura del Vajont che la rase al suolo.

Il principio riconosciuto è che se lo Stato rinuncia a una parte del credito, quel denaro può essere destinato dall'azienda al pagamento dei creditori e quindi contribuendo a tenere in vita l'impresa e perciò anche i posti di lavoro. Sbalchiero di Confartigianato ha dichiarato sempre al Corriere del Veneto: "Non credo verrà giù tutto perché non credo che il giudice concederà a chiunque la possibilità di chiedere uno sconto sulle tasse allo Stato. E' un buon segno, semmai, perché finalmente si capisce che gli imprenditori non sono delinquenti".

 

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