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Cronache
"Il giudice sapeva tutto di Gagliano. I permessi? Giusti e non rischiosi"

Un'"indagine conoscitiva" per "approfondire" tutti i dettagli sui casi dei detenuti che sono evasi durante permessi premio a Genova e Pescara. Ad avviarla e' stato il Guardasigilli Annamaria Cancellieri. Il ministro ha svolto stamane una informativa urgente alla Camera.

Il ministro ha proseguito dicendo che la percentuale di casi di detenuti che evadono durante un permesso premio "e' di molto inferiore all'1%". A proposito del merito la Cancellieri ha dichiarato che il magistrato di sorveglianza di Genova "era perfettamente a conoscenza dell'intero percorso giudiziario" di Bartolomeo Gagliano, il serial killer evaso a Genova durante un permesso premio.

"Sia il magistrato di sorveglianza che il carcere di Genova - ha detto Cancellieri - erano perfettamente a conoscenza dell'intero percorso personale e criminale del detenuto. Risulta in modo evidente come il giudice abbia avviato una istruttoria chiedendo all'istituto penitenziario e al servizio psichiatrico del carcere tutte le notizie necessarie proprio partendo dalla valutazione dell'ampio curriculum criminale di Gagliano". Il ministro, dunque, vuole "sgombrare il campo dall'equivoco ingenerato dalle prime dichiarazioni rese dal direttore del carcere di Marassi, che sembrava sostenere che il carcere non aveva avuto conoscenza dell'intera storia criminale del detenuto": cio', ha rilevato Cancellieri, e' smentito "dalla corrispondenza intercorsa tra la direzione del carcere e la magistratura di sorveglianza. Il giudice di sorveglianza, dunque, ha concesso il permesso sulla base di tutti gli elementi di conoscenza che erano necessari al fine di adottare quella delicata decisione, stando alle risultanze sin ad ora acquisite".

"Nel 2010 - ha detto il ministro - sono stati concessi 19.662 permessi e solo in 38 casi vi e' stato un mancato rientro. Nel 2011 sono stati concessi 21.923 permessi con 48 mancati rientri e nel 2012 sono stati 25.275 permessi con 52 mancati rientri ed analoghi sono i dati del 2013. Si tratta di una percentuale di violazione di molto inferiore all'1%. Senza contare che, nella maggior parte dei casi, gli evasi vengono ricondotti all'interno del carcere".

I permessi premio garantiscono "piu' sicurezza, non meno", perche' sono "strumenti necessari e irrinunciabili per il reinserimento dei detenuti in base all'articolo 27 della Costituzione". Cosi' il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, riferendo alla Camera sui casi dei due detenuti evasi, difende le misure alternative al carcere e, in particolare, i permessi premio. "Servono - ha ricordato il ministro - a far riprendere ai detenuti i contatti con la famiglia e il territorio per evitare che, una volta scontata la pena, riprendano le condotte per cui erano stati condannati".

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