di Lorenzo Lamperti
@LorenzoLamperti
“E’ stata un’udienza molto interessante, serena e completa“. Luca Cianferoni, l’avvocato difensore di Totò Riina commenta l’audizione di Giorgio Napolitano al Quirinale nell’ambito del processo sulla trattativa Stato-mafia in un’intervista ad Affaritaliani.it.
Avvocato Cianferoni, come è andata?
E’ stata un’udienza molto interessante, è uscito qualcosa per tutti. L’accusa ha raccolto elementi importanti e allo stesso modo ha raccolto elementi importanti anche la difesa. Siamo tutti contenti, insomma…
Com’era il clima? C’era tensione?
Ma no, assolutamente, si è svolto tutto in un clima molto disteso.
Secondo alcune prime indiscrezioni poi smentite anche dallo stesso Quirinale, Napolitano si sarebbe in alcuni casi avvalso della facoltà di non rispondere. Come è andata realmente?
No, devo dire che il presidente non ha mai detto: “Non rispondo”. Ha risposto su tutto.
Quindi ha risposto anche a lei?
Sì, ha risposto anche alle mie domande.
Quali domande gli ha fatto?
Gli ho chiesto del rischio attentato ai suoi danni che ci sarebbe stato nel 1993, dell’ipotesi formulata dai Servizi e della nota a proposito del tentativo di Cosa Nostra di ottenere sconti di pena.
Sono state ammesse tutte le domande da parte della Corte?
Non è stata ammessa la domanda sul celebre “non ci sto” pronunciato da Oscar Luigi Scalfaro.
Perché era importante quella domanda?
Era importante perché collegava le bombe ai Servizi Segreti e quindi, siccome poco tempo prima, nel 1993, Napolitano è stato oggetto di minaccia d’attentato, sarebbe stato interessante sapere se l’attuale presidente della Repubblica avesse a suo tempo parlato con Scalfaro dell’argomento.
Quali elementi portano le risposte di Napolitano sul 1993?
Aiutano a capire che lo Stato sapeva delle pressioni di Cosa Nostra a proposito, tra l’altro, del 41 bis. Questo è un elemento che è venuto fuori con assoluta chiarezza.
Qual è l’elemento più importante emerso per la difesa di Riina?
La cosa più importante è che gli attentati del 1993 non hanno una matrice di Cosa Nostra, che li ha solo eseguiti. Riina a quel tempo era già detenuto e quindi ora bisogna capire quale fosse la vera matrice. Bisogna capire chi ha voluto quegli attentati e chi dato quegli obiettivi a Cosa Nostra.

