
Papa Francesco non ci sta. E invita i cristiani ad essere meno “da salotto” e più coraggiosi, capaci di testimoniare la loro fede innanzi agli altri. Lo ha detto nel corso dell’omelia tenuta durante la Messa mattituna, quando ha chiarito: “Nella Chiesa ci sono cristiani tiepidi” cioè “cristiani da salotto, educati, ma che non sanno fare figli alla Chiesa con l’annuncio e il fervore apostolico”. E ancora: “Lo zelo apostolico – spiega – non deve appartenere solo ai missionari. La Chiesa ha tanto bisogno di questo e non soltanto in terre lontane, nelle chiese giovani, nei popoli che ancora non conoscono Gesù Cristo, ma qui in città. Proprio qui c’è bisogno di questo annuncio di Gesù Cristo. Dunque chiediamo allo Spirito Santo questa grazia: essere cristiani con zelo apostolico. E se diamo fastidio – scandisce il Pontefice – benedetto sia il Signore”.
CRISI FAVORITA DA IDEOLOGIE CHE PROMUOVONO IL MERCATO – Poi Jorge Mario Bergoglio osserva come nell’attuale crisi economica “il reddito di una minoranza cresce in maniera esponenziale” mentre “quello della maggioranza si indebolisce”. “Questo squilibrio – denuncia – deriva da ideologie che promuovono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria, negando così il diritto di controllo agli Stati pur incaricati di provvedere al bene comune”. In un discorso rivolto ad alcuni ambasciatori che hanno presentato le Lettere credenziali, Bergoglio sottolinea che “oggi l’essere umano è considerato egli stesso come un bene di consumo che si può usare e poi gettare: una deriva che si riscontra a livello individuale e sociale e che viene favorita”.
LA CACCIATA DI O’ BRIEN- Nel frattempo il Papa ha anche disposto l’allontanamento di Keith O’ Brien, cardinale arcivescovo emerito di Edimburgo accusato da quattro preti di approcci sessuali subiti negli anni ’80, che aveva deciso – su suggerimento di Benedetto XVI – di non presentarsi all’ultimo Conclave. Il cardinale dovrà lasciare la Scozia per andare a compiere un percorso di “rinnovamento spirituale”. Saranno alcuni mesi di preghiere al termine dei quali: “Qualsiasi decisione sul futuro di Sua Eminenza sarà presa d’accordo con la Santa Sede”. O’ Brien, secondo la stampa britannica, sarebbe stato invitato dalla Santa Sede a lasciare il paese nei giorni scorsi e a non fermarsi nella parrocchia scozzese di Dunbar. Questo per le preoccupazioni della Gerarchia locale, che nella presenza di O’ Brien avrebbe visto un motivo di ulteriore ira da parte dei fedeli dopo la figuraccia rimediata dal cardinale prima del Conclave. Interpellata sull’argomento, la Chiesa non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti. Per giunta, O’ Brien è originario dell’Irlanda del Nord, come osserva il Guardian, ma non vuole tornarci. Resta – anche da dimesso – una personalità importante della Chiesa cattolica in Scozia e solo Roma ha il potere di impedirgli di assumere un ruolo pubblico. Divieto che è arrivato – nei fatti – con la decisione presa da Papa Francesco.
SESSO E CASTITA’ – O’ Brien è stato – almeno fino all’esplosione dello scandalo che ha portato alle sue dimissioni – un fiero oppositore dei diritti gay, sempre in prima fila nella condanna all’omosessualità definita come immorale, contrario all’adozione gay e da ultimo convinto del fatto che le nozze omosessuali sarebbero: “Dannose al benessere fisico, mentale e spirituale della coppia”. Già vincitore del premio “Bigotto dell’anno” attribuitogli dalla onlus per i diritti gay Stonewall, O’ Brien è stato accusato da quattro sacerdoti (uno dei quali ha poi lasciato il sacerdozio) di tentativi d’approccio sessuale a volte mascherati con la scusa delle preghiere della sera. Nel frattempo la Chiesa cattolica in Inghilterra si trova a fronteggiare un nuovo scandalo di abuso su minori: è di questi giorni la notizia che l’ex arcivescovo di York, Lord Hope of Thornes, aveva rimosso l’ex arciprete della cattedrale di Manchester don Robert Waddington, accusato di abusi sessuali su minori. Ma Hope ha ammesso di non aver riportato la vicenda alla polizia perché riteneva che Waddington non avrebbe più abusato di altri bambini.
Antonino D’Anna
