“La crisi economica mondiale e’ un sintomo grave della mancanza di rispetto per l’uomo e per la verita’ con cui sono state prese decisioni da parte dei Governi e dei cittadini”. Lo ha affermato Papa Francesco nel discorso commemorativo della “Pacem in terris” di Giovanni XXIII.
Francesco ha ricordato come nel documento di Roncalli “l’origine divina dell’uomo, della societa’ e della stessa autorita’” ha “una conseguenza di base: il valore della persona, la dignita’ di ogni essere umano, da promuovere, rispettare e tutelare sempre”. Ma, ha aggiunto, “non sono solamente i principali diritti civili e politici che devono essere garantitia ma si deve anche offrire ad ognuno la possibilita’ di accedere effettivamente ai mezzi essenziali di sussistenza, il cibo, l’acqua, la casa, le cure sanitarie, l’istruzionee la possibilita’ di formare e sostenere una famiglia”. “Questi – ha elencato il Pontefice – sono gli obiettivi che hanno una priorita’ inderogabile nell’azione nazionale e internazionale e ne misurano la bonta’. Da essi dipende una pace duratura per tutti”.
Per Bergoglio, gia’ arcivescovo della capitale argentina quando il Paese sprofondo’ nella gravissima crisi dello scorso decennio proprio mentre si riaffacciava alla democrazia, “e’ importante anche che abbia spazio quella ricca gamma di associazioni e di corpi intermedi che, nella logica della sussidiarieta’ e nello spirito della solidarieta’, perseguano tali obiettivi”. “Certo – ha ammesso Francesco – l’Enciclica afferma obiettivi ed elementi che sono ormai acquisiti dal nostro modo di pensare, ma c’e’ da chiedersi: lo sono veramente nella realta’? Dopo cinquant’anni, trovano reale riscontro nello sviluppo delle nostre societa’?”.
