Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Il Papa: no ai rapporti umani solo virtuali

Il Papa: no ai rapporti umani solo virtuali

“Una società senza madri sarebbe una società senza pietà, che ha lasciato il posto soltanto al calcolo e alla speculazione”

“Una società senza madri sarebbe una società senza pietà, che ha lasciato il posto soltanto al calcolo e alla speculazione”. Questo il monito di Papa Francesco nell’omelia della messa di Capodanno, festa della Santa Madre di Dio. Il pontefice nell’omelia ha anche rilanciato un allarme sui rapporti umani, che è parso diretto a internet, sui rischi per la “mancanza di contatto fisico e non virtuale che va cauterizzando i nostri cuori facendo perdere ad essi la capacità della tenerezza e dello stupore, della pietà e della compassione”.

“Nei Vangeli – ha detto il Papa – Maria appare come donna di poche parole, senza grandi discorsi né protagonismi – ha sottolineato il pontefice – ma con uno sguardo attento che sa custodire la vita e la missione del suo Figlio e, perciò, di tutto quello che Lui ama”. “Maria – ha aggiunto il pontefice – ci ha dato il calore materno, quello che ci avvolge in mezzo alle difficoltà; il calore materno che permette che niente e nessuno spenga in seno alla Chiesa la rivoluzione della tenerezza inaugurata dal suo Figlio. Dove c’è una madre, c’è tenerezza. E Maria con la sua maternità ci mostra che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, ci insegna che non c’è bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti”.

Francesco ha poi voluto mettere in guardia da “quella orfanezza che trova spazio nel cuore narcisista che sa guardare solo a sè stesso e ai propri interessi e che cresce quando dimentichiamo che la vita è stata un dono, che l’abbiamo ricevuta da altri, e che siamo invitati a condividerla in questa casa comune”. “Questa orfanezza autoreferenziale – ha spiegato il Papa – è quella che portò Caino a dire: ‘Sono forse io il custode di mio fratello?’, come a dichiarare: lui non mi appartiene, non lo riconosco”. Secondo Bergoglio, “un tale atteggiamento di orfanezza spirituale è un cancro che silenziosamente logora e degrada l’anima. E così ci degradiamo a poco a poco, dal momento che nessuno ci appartiene e noi non apparteniamo a nessuno: degrado la terra perché non mi appartiene, degrado gli altri perché non mi appartengono, degrado Dio perché non gli appartengo… E da ultimo questa orfanezza finisce per degradare noi stessi perchè dimentichiamo chi siamo, quale ‘nome’ divino abbiamo”.

Il Papa ha aggiunto: “La perdita dei legami che ci uniscono, tipica della nostra cultura frammentata e divisa, fa che cresca questo senso di orfanezza e perciò di grande vuoto e solitudine. L’orfanezza spirituale ci fa perdere la memoria di quello che significa essere figli, essere nipoti, essere genitori, essere nonni, essere amici, essere credenti. Ci fa perdere la memoria del valore del gioco, del canto, del riso, del riposo, della gratuità”. A tutto questo, ha sottolineato Bergoglio, dobbiamo reagire riscoprendo il valore della maternità. “Le madri – ha sottolineato il pontefice – perfino nei momenti peggiori, sanno testimoniare la tenerezza, la dedizione incondizionata, la forza della speranza”. Francesco ha confidato di aver “imparato molto da quelle madri che, avendo i figli in carcere o prostrati in un letto di ospedale o soggiogati dalla schiavitù della droga, col freddo e il caldo, con la pioggia e la siccità, non si arrendono e continuano a lottare per dare loro il meglio”. Ed ha citato “quelle madri che, nei campi-profughi, o addirittura in mezzo alla guerra, riescono ad abbracciare e a sostenere senza vacillare la sofferenza dei loro figli”. “Madri – ha detto – che danno letteralmente la vita perché nessuno dei figli si perda”.