Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Il WeFly! Team salutato dallo spazio da Samantha Cristoforetti

Il WeFly! Team salutato dallo spazio da Samantha Cristoforetti

Il WeFly! Team salutato dallo spazio da Samantha Cristoforetti
cristoforetti ape (2)
L’unica pattuglia acrobatica al mondo composta da due piloti disabili, Alessandro Paleri e Marco Cherubini, è stata salutata da AstroSamantha. “Io, li ho conosciuti qualche anno fa, a un raduno di donne pilota. E da allora, qualcosa in me è cambiato…”
Il WeFly! Team salutato dallo spazio da Samantha Cristoforetti
Il WeFly! Team salutato dallo spazio da Samantha Cristoforetti
Il WeFly! Team salutato dallo spazio da Samantha Cristoforetti
Il WeFly! Team salutato dallo spazio da Samantha Cristoforetti
Il WeFly! Team salutato dallo spazio da Samantha Cristoforetti
Il WeFly! Team salutato dallo spazio da Samantha Cristoforetti
Il WeFly! Team salutato dallo spazio da Samantha Cristoforetti

Possono vantarsi di essere stati fonte di ispirazione della prima donna italiana alla conquista dello spazio. L’aveva già rivelato in tempi non sospetti, ma pochi giorni fa l’ha ribadito attraverso le telecamere de La vita in diretta: Samantha Cristoforetti, astronauta dell’Esa e capitano pilota dell’Aeronautica Militare, in orbita per la missione Futura, ha confermato nuovamente l’importanza dei valori che il WeFly! Team incarna.

«Il WeFly! Team è l’unica pattuglia acrobatica al mondo composta da due piloti disabili, Alessandro Paleri e Marco Cherubini, accompagnati dal loro istruttore Erich Kustatscher – racconta dalla stazione spaziale internazionale -. Io, li ho conosciuti qualche anno fa, a un raduno di donne pilota. E da allora, qualcosa in me è cambiato…».                       

Tant’è vero che nel suo viaggio orbitale ha deciso di portare con sé una bandiera, simbolo  della determinazione che questi uomini hanno avuto nel fronteggiare il proprio destino: «Grazie ad Esa, Asi e Aeronautica Militare abbiamo realizzato l’iniziativa congiunta WeFly! con Futura – osa volare. È un’esortazione – spiega – ad avere la forza e il coraggio di perseguire obiettivi alti, di mettere pienamente a frutto il proprio talento, senza farsi scoraggiare dalle difficoltà. Ma è anche un invito – aggiunge – a non appiccicare etichette, a non attribuire limiti ad altri né tantomeno a se stessi».

Nelle ardue prove con cui l’astronauta, dal cuore tricolore, si è dovuta misurare per poter arrivare ad accarezzare le stelle, fondamentale è stato infatti il supporto ricevuto dagli altri. Come, appunto, quello dei piloti del WeFly! Team.

Correva l’anno 2007, quando al Club di volo – Papere Vagabonde, avvenne il fatidico incontro. «Mi fu offerta l’opportunità di fare un volo su un ultraleggero – continua Samantha Cristoforetti -. Grande fu il mio stupore quando mi accorsi che il pilota con cui avrei volato si stava spostando, in maniera del tutto autonoma, da una sedia a rotelle al posto di pilotaggio».

Eppure, quel deficit passò in secondo piano non appena il motore ha cominciato a rombare sopra la laguna di Venezia. Sta proprio qui l’unicità del WeFly! Team: nell’abbattimento delle barriere, spesso anche soltanto mentali, che conducono a una visione allargata della realtà. Sicuramente più lucida e concreta. «È stata un’esperienza – riporta – che ha cambiato la mia prospettiva: non bisogna lasciarsi limitare».

Per approfondire la conoscenza di quelle persone, talmente speciali, in grado di apportare un così significativo contributo alla preparazione psicologica di Samantha Cristoforetti, abbiamo fatto un salto a Cremona. All’appuntamento, fissato sulla pista dell’Aero Club “Migliaro”, la squadra si è presentata al completo. E attraverso le parole dei suoi componenti, ne abbiamo ricostruito storia e vicende. A esordire è stato Alessandro, leader della flotta: «Il WeFLy! Team nasce nel 2007, dalla volontà di rendere possibile quello che in apparenza sembrerebbe impossibile. In quegli anni, già effettuavamo missioni promozionali a manifestazioni o raduni per conto dei Baroni Rotti (Federazione dei piloti disabili italiani). Al fine di presentarci però con maggiore organizzazione abbiamo chiesto ad Erich Kustatscher di addestrarci, per poterci cimentare in esibizioni in formazione». Quell’estate i piloti si esercitarono a lungo per raggiungere il livello desiderato. E ce la fecero. Alla fine, secondo il loro punto di vista non sussistono grandi difficoltà: una volta che i comandi vengono modificati il gioco è fatto. Più complicata è invece la gestione e la movimentazione del velivolo a terra, che comunque viene eseguita in completa autosufficienza dalle rispettive carrozzelle.

Ogni sforzo è però ricompensato: perché per loro volare è appagante. È libertà. È l’abbandono dei vincoli. E di quelle gambe immobilizzate che paiono non essere più un peso.

«Quando inclini la cloche e stacchi le ruote – racconta Marco Cherubini – lasci i problemi alle spalle. Anzi, di sotto. E hai il privilegio di poter vedere il mondo dall’alto. Tutto ciò, ti riempie».

E tra mille sensazioni e aneddoti che emergono, un pensiero non poteva non andare che a lei, Samantha Cristoforetti: «Mi ricordo – dice Alessandro Paleri – di aver portato in volo un pilota. Ovviamente quando sale al tuo fianco qualcuno con una comprovata esperienza, in questo caso addirittura un militare, assumi un atteggiamento reverenziale. Ma la magia di avere una passione comune ha cancellato ogni cosa. Samantha è rimasta piacevolmente colpita e affascinata. E da lì siamo diventati amici».

E mentre la nostra astronauta galleggia nel cosmo più blu, qua sotto è rimasto qualcuno che dimostra altrettanto carattere e che ogni giorno, con la propria tenacia, sbiadisce la parola “impossibile” dal vocabolario. In fin dei conti, proprio in questo istante, una nostra connazionale ci guarda dallo spazio e strizza l’occhio al WeFly! Team. Chi l’avrebbe detto!?!

Maurizio Zanoni
@mauriziozanoni