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Cronache
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Nuova morte bianca all'Ilva di Taranto. Un operaio e' rimasto ucciso ed un altro e' in gravi condizioni. Sarebbero caduti da una passerella. La vittima aveva 42 anni. L'altro ferito non sarebbe in pericolo di vita. L'uomo deceduto cadendo dall'impalcatura nello stabilimento pugliese si chiamava Ciro Moccia.

Il ferito, in gravi condizioni, e' Antonio Liti della ditta MIR. I due operai, secondo quanto riferisce la Fim Cisl, sono caduti dal piano di carico della batteria n.9.

"L'incidente è avvenuto nell'area cokerie durante una operazione di intervento di manutenzione alla batteria 9 - spiega la società in un comunicato -, una delle batterie ferme perché in rifacimento. La dinamica è in corso di accertamento, l'autorità giudiziaria è sul posto. Il Presidente ed il Direttore di Stabilimento esprimono la loro vicinanza ai parenti e in segno di cordoglio sono state sospese tutte le attività di Stabilimento".

Secondo i primi accertamenti, i due operai stavano intervenendo su un binario sul piano di carica della batteria 9, una di quelle sottoposte ai lavori di risanamento ambientale, quando, ha improvvisamente ceduto la passerella di carpenteria sulla quale i due stavano lavorando. I malcapitati sono precipitati al suolo da una quindicina di metri.

Moccia e' morto sul colpo, mentre Lidi e' rimasto ferito e trasportato in ospedale per diverse fratture ed e' attualmente ricoverato nel reparto di ortopedia del Santissima Annunziata con una prognosi di 40 giorni.

Immediata la reazione dei sindacati che hanno proclamato uno sciopero immediato di 24 ore. Ora si sta accertando se la copertura in lamiera, causa dell'incidente mortale, fosse effettivamente calpestabile o invece preclusa all'accesso. I due operai erano sulla sommità della batteria perche' le operazioni di caricamento avvengono dall'alto. La batteria 9 rientra fra gli impianti che devono essere fermati per i lavori di risanamento previsti dall'Autorizzazione integrata ambientale che ha imposto all'Ilva una serie di prescrizioni da compiersi in tre anni a partire dallo scorso ottobre. La finalitæ dell'Aia, rilasciata dal ministero dell'Ambiente, e' quella di risanare gli impianti dell'area a caldo (batterie delle cokerie, altiforni e acciaierie) e ridurre le emissioni inquinanti.

Questi impianti sono stati sequestrati a fine luglio dalla Magistratura di Taranto senza facoltæ d'uso per l'Ilva, ma l'azienda, dopo il decreto del 3 dicembre scorso che ne ha consentito la produzione, successivamente convertito nella legge 231, e' stata reimmessa nel possesso degli stessi impianti. Infine e' atteso all'Ilva, per un sopralluogo nella zona dell'incidente mortale, il procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio.

L'incidente di questa mattina e' il terzo da ottobre ad oggi all'Ilva di Taranto. Il 30 ottobre infatti ha perso la vita un addetto al movimento ferroviario del siderurgico, Claudio Marsella, rimasto schiacciato fra due convogli mentre effettuava una manovra di aggancio, mentre il 28 novembre, a causa di un tornado abbattuttosi sullo stabilimento, mori' il gruista Francesco Zaccaria in servizio nell'area portuale dell'Ilva, la cui cabina fu letteralmente sdradicata dal vento e fini' in mare dove fu poi recuperata dai sommozzatori qualche giorno dopo. I due erano entrambi dipendenti dell'Ilva.

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