
Una folla commossa ha assistito ai funerali di Ciro Moccia, l’operaio 42enne dell’Ilva morto ieri in un incidente sul lavoro nel siderurgico. I funerali si sono celebrati nella chiesa di Santa Maria del Galeso, nel rione Paolo VI, quartiere dove Moccia, nato a Portici, abitava con la famiglia: la moglie Nadia Ferrarese, addetta alla mensa Ilva, e due figlie. Diverse le corone di fiori. Due carabinieri in alta uniforme, insieme al prefetto di Taranto, Claudio Sammartino, hanno deposto un cuscino di fiori ornato dal nastro tricolore con la scritta: “Il presidente della Repubblica”.
Sono presenti al rito il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, il presidente della Provincia, Gianni Florido, e l’assessore regionale all’Ambiente, Lorenzo Nicastro. La messa viene officiata dall’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro “Non fate passerelle, non ne vogliamo”: cosi’ i rappresentanti del comitato “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti” hanno polemicamente accolto l’arrivo dei rappresentanti istituzionali sul sagrato della chiesa di Santa Maria del Galeso, nel rione Paolo VI di Taranto, dove si stanno celebrando i funerali dell’operaio Ilva Ciro Moccia morto ieri in un incidente sul lavoro.
Si è trattato però di una contestazione contenuta che gli esponenti del comitato, di cui fanno parte lavoratori Ilva, ambientalisti ed ex delegati sindacali, hanno rivolto anche a fotografi e cameramen, ai quali, su disposizione della famiglia, non e’ stato pero’ consentito l’ingresso in chiesa. Al rito funebre sono presenti anche Vitaliano Esposito, garante dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata all’Ilva dal ministero dell’Ambiente, e il direttore generale dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato.
