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Ilva/ Il ministro dello Sviluppo Zanonato lancia l’allarme: “Se si ferma, addio alla siderurgia”


 

Ministri Flavio Zanonato

Se si ferma un’azienda di questo tipo possiamo dire addio a tutta l’industria siderurgica e avremmo problemi con l’industria meccanica“. Dopo le dimissioni del cda a seguito del maxi-sequestro preventivo di 8 miliardi di euro deciso dal gip di Taranto sui beni della Riva Fire Spa, il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, dice la sua sulla vicenda Ilva. Ospite de L’Intervista di Maria Latella su Sky Tg24, l’ex sindaco di Padova ha spiegato che “l’acciaio deve rimanere italiano, e dobbiamo fare di tutto come governo perché lo rimanga. È una questione strategica, la meccanica ha bisogno di avere vicina la produzione dell’acciaio“. Poi ha aggiunto: “Se chiudiamo l’Ilva non risolviamo il problema dell’ambiente, ma rischiamo di avere una situazione di degrado, come è avvenuto a Piombino e Bagnoli. La sola strada è risanare e continuare a produrre acciaio. Non mi pare ci siano le condizioni per il commissariamento. Domani e martedì discuteremo di tutti gli aspetti della vicenda, ma una cosa è certa, non vogliamo che questa realtà chiuda”.

Zanonato ha poi concluso: “Il 31 di questo mese ci troveremo proprio per discutere di questo. La riunione è stata fissata prima della crisi ulteriore dell’Ilva per coordinare le attività del siderurgico. Bisogna tener presente che l’acciaio non è un prodotto soltanto da altoforno in Italia, in misura maggiore è prodotto da forno elettrico. Penso che ci siano molti terreni su cui si può discutere insieme, bisogna avere una strategia comune a livello nazionale”. L’Ilva, ha ricordato, “è una grandissima azienda e produce 5 milioni di tonnellate di acciaio l’anno, può arrivare a 8 in base alle disposizioni Aia e mira ad arrivare a 7 quest’anno“.

Zanonato si è anche soffermato su altre questioni importanti a cominciare dalla procedura d’infrazione che questa settimana si chiuderà per l’Italia. L’ex ministro dello Sviluppo Economico “Corrado Passera ha lavorato molto bene, in una fase di estrema difficoltà per l’economia del paese. Noi dovremo avere margini un po’ più ampi di manovra, adesso che si chiude il processo di infrazione. Avremo la possibilità di accedere di più al credito, perché i soldi sono quelli”.