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Cronache
Impagnatiello comprò il cloroformio. Non voleva pagare gli alimenti a Giulia
Alessandro Impagnatiello

Omicidio Giulia Tramontano, escluso un ruolo per la madre di Impagnatiello

In una pausa dal lavoro aveva acquistato col cellulare una bottiglia da un litro di cloroformio stabilizzato con amilene. Il soggetto è Alessandro Impagnatiello, il barman che ha ucciso Giulia Tramontano, la sua fidanzata incinta. Secondo quanto scrive Repubblica, il cloroformio era da spedire ad Andrea Valdi, un suo alias, "all’indirizzo del suo appartamento di Senago. Aveva saldato i 23 euro (più spese) con l’account di Paypal, registrato a suo nome. Ma alla ditta aveva fornito il suo alter ego e una mail creata apposta e salvata sul telefono, con tanto di password".

Secondo Repubblica, "Impagnatiello ritirò poi il pacco alla Gls di Paderno Dugnano: il corriere, a Senago, non aveva trovato nessun Andrea Valdi. E quel cloroformio, sequestrato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, sarebbe stata utilizzato almeno una volta". Lo riporta ancora Repubblica, che cita un messaggio di Giulia Tramontano del 20 maggio: «Ho dormito molto male e mi sento drogata», scrive al compagno che la ucciderà sette giorni dopo con 37 coltellate.

Secondo Repubblica, l'assassino non voleva pagare gli alimenti e "dopo aver già tentato con il topicida (lo attestano l’autopsia e le chat già acquisite), il barman ci aveva già provato. Giulia se ne era lamentata con la madre il 9 dicembre 2022, un mese dopo la scoperta della gravidanza: «L’acqua che abbiamo preso puzza terribilmente di ammoniaca»".

Sempre per Repubblica, "l’indagine dissolve ogni ombra di complicità da parte dei familiari di Impagnatiello. A cominciare dalla madre, che il pomeriggio di domenica 28, con il cellulare di Giulia staccato, era andata a cercarla tra l’appartamento e i sotterranei". Ed è escluso anche un ruolo di Omar, il fratello di Impagnatiello.

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