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Imprenditore malato di gioco fa fallire la sua azienda

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Aveva lasciato a casa i suoi dipendenti e la sua azienda aveva dovuto chiudere. Ma il motivo non era la crisi economica. Un imprenditore della provincia di Treviso aveva svuotato le casse della sua impresa, mandandola in rovina. Tutto il denaro se lo era giocato al videopoker. L’uomo è stato dichiarato malato di gioco d’azzardo, ma questo non gli ha evitato una condanna con l’accusa di bancarotta fraudolenta.

La patologia compulsiva, spiega il Gazzettino che racconta la sua storia, è stata sia dai giudici che dai medici che lo hanno sottoposto a perizia psichiatrica. Ma il 54enne di Oderzo ha comunque rimediato una condanna a un anno e dieci mesi di reclusione, pena sospesa. In udienza preliminare il legale dell’uomo, l’avvocato Stefano Zoccarato, aveva presentato la richiesta di giudizio abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica dell’imputato. 

L’imputato (sposato e padre di tre figli) aveva una capacità di intendere e di volere lievemente scemata nel periodo dei fatti contestati, che però non lo ha reso non imputabile o non capace di sostenere un processo. Ma la stessa perizia ha stabilito la patologia compulsiva per il gioco d’azzardo che lo ha portato a sperperare il patrimonio dell’azienda che gestiva assieme alla moglie, anche lei inizialmente finita sotto inchiesta, poi archiviata quando emerse la realtà dei fatti.