Decine di incendi hanno interessato la Sicilia, con evacuazioni, strade chiuse e interventi tra le province di Palermo, Catania, Agrigento e Trapani. Le aree con vegetazione secca, terreni abbandonati e abitazioni vicine alle campagne restano più esposte. Caldo estremo e vento favoriscono la propagazione, ma non spiegano da soli l’origine dei roghi.
Incendi in Sicilia: dove sono
Le operazioni di spegnimento proseguono dopo giornate segnate da decine di roghi distribuiti in più parti dell’Isola. Gli interventi hanno interessato l’area palermitana, il Catanese, l’Agrigentino e il Trapanese.
Le fiamme hanno raggiunto zone agricole, terreni incolti, aree vicine ai centri abitati e infrastrutture stradali. Centinaia di persone sono state evacuate e alcuni tratti dell’A19 hanno subito chiusure per impedire ai veicoli di avvicinarsi ai fronti di fuoco.
Tra Palermo e Catania le squadre dei Vigili del fuoco, del Corpo forestale e della Protezione civile hanno lavorato con mezzi a terra, Canadair ed elicotteri. La presenza contemporanea di numerosi incendi ha richiesto di distribuire uomini e velivoli su un territorio molto ampio.
La situazione resta soggetta a cambiamenti rapidi. Un incendio apparentemente circoscritto può riprendere quando il vento sposta le braci verso vegetazione non ancora bruciata.
Incendi in Sicilia: quali zone restano più esposte
Le aree a rischio maggiore sono quelle con erba alta e secca, macchia mediterranea, boschi non ripuliti e campi abbandonati. La pericolosità aumenta lungo i versanti difficili da raggiungere e nelle zone di contatto tra vegetazione e abitazioni.
I territori interni possono registrare incendi molto estesi perché i mezzi di soccorso hanno bisogno di più tempo per raggiungere i focolai. Lungo le coste e nelle periferie urbane il rischio riguarda invece la vicinanza tra fiamme, case, strutture ricettive e strade.
La Protezione civile regionale aveva disposto un preallertamento legato all’aumento delle temperature e al rischio di innesco degli incendi.
Per conoscere le aree interessate in tempo reale è necessario seguire i comunicati dei Comuni, della Protezione civile e dei Vigili del fuoco. Le mappe satellitari possono individuare anomalie termiche, ma non sostituiscono le indicazioni delle autorità.
Incendi in Sicilia: perché aumentano con il caldo
Le temperature elevate asciugano erba, foglie e arbusti. La vegetazione perde umidità e può incendiarsi più facilmente quando entra in contatto con una fonte di calore o una scintilla.
Il vento di scirocco alimenta la combustione, inclina le fiamme verso nuovo materiale vegetale e trasporta tizzoni a distanza. Durante l’emergenza siciliana, caldo estremo e raffiche hanno contribuito alla rapida estensione dei roghi.
Il caldo non accende autonomamente la maggior parte degli incendi. L’innesco può essere accidentale, colposo o doloso. Spetta alle indagini stabilire l’origine di ciascun focolaio.
La prevenzione comprende la pulizia dei terreni, la realizzazione delle fasce tagliafuoco, la manutenzione delle strade rurali e il rispetto del divieto di bruciare residui vegetali nei periodi di maggiore pericolosità.
Chi avvista fumo o fiamme deve chiamare il 112 o il 115, indicare la posizione con precisione e allontanarsi senza ostacolare i mezzi di soccorso.

