L’ex vicecomandante della polizia penitenziaria di Perugia è accusato di violenza sessuale aggravata e concussione nei confronti di un’ex detenuta del carcere di Capanne. La donna lo ha denunciato dopo aver letto le parole di Amanda Knox. L’americana, assolta in secondo grado per l’omicidio di Meredith Kercher, aveva scritto sui suoi diari, secondo il The Sun, che la sua guardia carceraria “era fissata col sesso”.
“Di notte mi convocava al terzo piano in un ufficio vuoto, per una chiacchierata. Quando gli ripetevo che dell’omicidio di Meredith Kercher non ne sapevo nulla cercava di parlarmi di lei o di portarmi verso l’argomento sesso”, aveva detto Amanda. Il tutto anche se i legali difensori dell’uomo hanno sempre negato qualsiasi evento di questo genere.
L’uomo, che da sempre respinge ogni accusa, comparirà martedì davanti al gip Lidia Bruti. Secondo l’accusa, come riporta Il Messsaggero, “nell’assenza temporanea del personale penitenziario in servizio presso il primo piano della sezione detentiva e facendosi in plurime occasioni aprire il cancello della cella, costringeva o comunque induceva la stessa, in stato di soggezione psicologica derivante dallo stato di depressione sofferto a seguito della carcerazione, dall’assunzione di psicofarmaci in dosi rilevanti e anche superiori a quanto prescritto, e dal ruolo rivestito dalla guardia, a compiere atti sessuali anche ripetendole spesso che “si doveva comportare bene”.

