Sono 13, tra cui una bimba di due anni di Padova, le persone morte in Veneto per le complicazioni derivate dall’influenza dall’inizio epidemia. Lo segnala il Report settimanale elaborato dal Settore Promozione e Sviluppo Igiene e Sanità Pubblica della Regione, riguardante il periodo dal 12 al 18 gennaio, che ha fatto segnare un’incidenza ancora alta, pari a 97,5 malati ogni 10 mila abitanti. Un tasso che fa stimare in circa 48 mila i veneti colpiti dal virus sinora.
-30% vaccinati, farlo anche ora – Quest’anno “sembra che contro l’influenza stagionale si sia vaccinato il 20-30% in meno di italiani”. Lo ha detto il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani, a margine della presentazione dell’algoritmo per la terapia personalizzata del diabete, disponibile sul sito web dell’Agenzia. Per Pani, “non e’ comunque troppo tardi e, anzi, consiglio di vaccinarsi, soprattutto ai soggetti appartenenti a categorie a rischio”. Pani ha spiegato anche che “ancora non sappiamo se la mutazione del ceppo H3N2, rilevata in Usa e che ha reso il vaccino stagionale un po’ meno efficace, interessi anche l’Italia”. Pani ha quindi sottolineato l’importanza del vaccino osservando che “c’e’ una relazione tra eventi cardiovascolari e polmonite: se ci si ammala di polmonite – ha detto -, che e’ una delle conseguenze dell’influenza, c’e’ un maggior rischio di eventi cardiovascolari, e sopra i 70 anni questo tipo di eventi possono essere letali. La vaccinazione antinfluenzale ha quindi vantaggi diretti o indiretti”, ha ricordato.
