Inps, il nuovo regolamento approvato al cda dell’istituto consente di dilazionare il pagamento dei debiti contributivi fino a 60 rate mensili
Entra in vigore un nuovo regolamento che disciplina la dilazione del pagamento dei debiti contributivi nei confronti dell’Inps. La riforma adottata dal consiglio di amministrazione dell’istituto previdenziale illustrato nella circolare n.60 del 21 maggio 2026, e approvata dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, mette in atto quanto prescritto dall’articolo 23 della legge 13 dicembre 2024, n. 203 (“Disposizioni in materia di lavoro”) e al decreto interministeriale del 24 ottobre 2025.
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Imprese e cittadini in temporanea difficoltà economica possono quindi rateizzare i debiti contributivi non ancora affidati agli agenti della riscossione con limiti differenti in base all’importo dovuto:
- fino a 500.000 euro un massimo di 36 rate mensili
- oltre 500.000,1 euro fino a 60 rate mensili
Con la riforma viene superato il precedente sistema che richiedeva l’autorizzazione ministeriale per le dilazioni oltre le 24 rate. La decisione finale sulla domanda di rateizzazione spetta ai direttori territoriali dell’Inps per piani fino a 36 rate e ai direttori generali o di coordinamento metropolitano per importi superiori ai 500.000 euro. “Tale assetto – afferma Antonio Pone, direttore centrale entrate Inps – consente una valutazione più aderente alle specificità delle situazioni aziendali e del contesto territoriale, migliorando la qualità del servizio e i tempi di risposta”.
Dilazione del pagamento dei debiti contributivi: come fare domanda
La domanda deve essere presentata solo per via telematica tramite il “Cassetto previdenziale del contribuente“. Il nuovo regolamento si applica alle richieste a partire dalla data di pubblicazione della circolare ma anche a quelle presentate dal 12 gennaio 2025 e ancora in corso. Il questo caso, si può richiedere un nuovo piano di rateizzazione entro 30 giorni dal 21 maggio 2026.
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“La riforma” – continua Pone – si inserisce nel più ampio processo di semplificazione delle attività di gestione del credito, contemperando esigenze di tutela delle entrate pubbliche con strumenti più flessibili a sostegno di imprese e contribuenti”. Il dirigente aggiunge: “L’Inps conferma, inoltre, il proprio impegno nel promuovere comportamenti virtuosi e nel favorire la regolarità contributiva quale elemento essenziale per lo sviluppo del sistema produttivo e per la tutela dei lavoratori”.

