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Cronache

 

sigaretta elettronica

Di Anna Gaudenzi e Lorenzo Lamperti

Riccardo Polosa, Professore di medicina all'Università di Catania ed esperto internazionale di tabagismo, ha appenna concluso l'unico studio clinico in Europa sulle sigarette elettroniche. In un'intervista ad Affaritaliani rivela i risultati della sua ricerca: "Abbiamo dimostrato come su 40 partecipanti, il 32.5% ha ridotto di almeno il 50% il numero di sigarette fumate al giorno, mediamente da 25 a 6 sigarette tradizionali". Il dispositivo aiuta a smettere di fumare: "E' uno strumento che permette al fumatore di mantenere le abitudini tipiche legate alla gestualità". E anche la nicotina contenuta non è dannosa: "Non dobbiamo vedere le ecig come strumento per smettere di fumare, ma piuttosto come nuova straordinaria opportunità per ridurre i rischi fumo-correlati"

Cosa emerge dallo studio clinico che ha svolto sulle sigarette elettroniche?

Il Centro Prevenzione e Cura del Tabagismo dell’Università di Catania e la LIAF Lega Italiana Antifumo, hanno in cantiere diversi studi clinici sulle sigarette elettroniche. Il più ampio - lo studio ECLAT - è stato chiuso lo scorso anno. ECLAT ha investigato sulla sicurezza delle sigarette elettroniche, consumo di tabacco e sul gradimento del prodotto in 300 fumatori non intenzionati a smettere per un periodo complessivo di 12 mesi.

I dati che emergono da questo grande studio fanno eco a quelli molto positivi del nostro studio pilota già pubblicato sulla nota rivista scientifica BMC Public Health, (http://www.biomedcentral.com/1471-2458/11/786) dove abbiamo dimostrato come su 40 partecipanti, il 32.5% ha ridotto di almeno il 50% il numero di sigarette fumate al giorno, mediamente da 25 a 6 sigarette tradizionali. Di questi, il 12.5% ha ridotto di almeno 80% l’uso delle sigarette tradizionali, con una diminuzione da 30 a 3 sigarette al giorno. Inoltre il 22,5% dei partecipanti risultava aver completamente eliminato l’uso delle sigarette tradizionali. (http://www.liaf-onlus.org/comunicato.php?id=19-le-sigarette-elettroniche-aiutano-a-ridurre-la-dipendenza-tabagica) In generale abbiamo riscontrato un’ottima accettazione del prodotto, che ha visibilmente favorito la cessazione o riduzione dell’abitudine da fumo, in soggetti che in realtà non volevano smettere, ma che hanno quindi trovato nella sigaretta elettronica uno strumento alternativo, che riduce notevolmente i rischi del tabagismo.

La sigaretta elettronica può aiutare a smettere di fumare?

La sigaretta elettronica, è uno strumento che permette al fumatore di mantenere le abitudini tipiche legate alla gestualità, (es. “giocherellare” con la sigaretta, portarla alla bocca, “palpare” il pacchetto in tasca,) alla ritualità, (ad es. il caffè che “chiama” la sigaretta) e quindi alla dipendenza psicologica dall’oggetto sigaretta. Inoltre, in altri casi permette anche di gestire la dipendenza nicotinica.
Quindi se usate in aggiunta alla forza di volontà, o se impiegate sotto il consiglio di professionisti esperti in disassuefazione da fumo con nozioni specifiche sui pregi e limiti del prodotto, può dare risultati sorprendenti sia in termini di riduzione di consumo di “bionde”, e sia in termini di astensione totale dal fumo di tabacco.

Quali effetti collaterali comporta?

Nel corso dei nostri studi clinici non abbiamo osservato eventi avversi degni di nota. In termini di tollerabilità nei confronti del prodotto testato (i.e. Categoria Sigaretta Elettronica), abbiamo riscontrato solo per le prime settimane, gola secca e tosse sintomi che si sono poi progressivamente attenuati nel tempo. Ad oggi, su milioni di utilizzatori in tutto il mondo, non sono mai stati riportati problemi rilevanti per la salute degli utilizzatori.
Va da sè che questi prodotti vanno usati correttamente come riportato dai foglietti informativi. Inoltre bisogna sempre affidarsi a prodotti e liquidi di qualità, regolarmente certificati. Per saperne di più sugli effetti nel lungo periodo bisognerà attendere più tempo, qualcosa come 10 o 20 anni. Tuttavia non bisogna mai dimenticare che attualmente le uniche due alternative che rimangono al fumatore è o smettere di fumare (più facile a dirsi che a farsi) o continuare a intossicarsi con 7000 e più sostanze nocive e/o cancerogene.

La presenza di nicotina nelle sigarette elettroniche è nociva?

La nicotina è uno psicostimolante che dà dipendenza stimolando specifici recettori posti nel nostro cervello, ma non è di per sé - e nei dosaggi normalmente assunti con il fumo di sigaretta - nociva per la salute, cioè non è causa di cancro, di danni ai polmoni o di problemi cardiovascolari. Questi danni del tabagismo sono appunto dati dalle oltre 7mila sostanze nocive che vengono prodotte dal processo di combustione delle sigarette tradizionali.
Negli Usa le associazioni dei consumatori si stanno battendo proprio in questi giorni affinché l’FDA accetti che la nicotina venga somministrata al pari di altre sostanze per gli effetti positivi che dà (modulazione del tono dell’umore, migliorata soglia dell’attenzione, etc). Infatti non tutti sanno che per molti fumatori, la sospensione del “vizio” risulta praticamente molto difficile da gestire per via dei problemi emotivi, cognitivi e psicologici a cui vanno incontro. Per queste persone con enormi difficoltà a ridurre la dipendenza, le sigarette elettroniche rappresentano una opportunità che va incentivata e non soppressa.

L’Istituto Superiore della Sanità sostiene che non ci siano prove dell’utilità del prodotto. Lei come risponde?

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), non dice che non ci sono prove, esprime alcune perplessità sulla loro efficacia e non si sbilancia in affermazioni forti in assenza di studi clinici più ampi e completi, che comunque sono attualmente in corso nel mondo. Va detto, tuttavia, che con grande onestà intellettuale e con grande senso di partecipazione etica, l’ISS esprime giudizio positivo sulla minore tossicità del vapore da sigaretta elettronica a confronto con il fumo delle sigarette tradizionali e sulla assenza di rischio di “vapore passivo”.

Pertanto, non dobbiamo vedere le ecig come strumento per smettere di fumare, ma piuttosto come nuova straordinaria opportunità per ridurre i rischi fumo-correlati che è una delle principali cause di morte prematura al mondo oltre che di cancro ai polmoni. Il sogno del fumatore che si avvera. Fumare senza dover smettere di fumare!

Immagini quale importante beneficio apporterebbe questa riduzione del rischio non solo in termini di salute pubblica, ma anche in termini di riduzione della spesa sanitaria (e quindi di tasse per i contribuenti).

 

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