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Cronache

In occasione del XXX Congresso Nazionale della SIIA, la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, abbiamo sentito il Presidente, il professore Massimo Volpe, Direttore della Cattedra di Cardiologia della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Roma “La Sapienza”. Nel segno della sfida lanciata lo scorso anno, punto nevralgico del Congresso sarà ancora una volta “Obiettivo 70%”.

Professor Volpe, quale è il vostro obiettivo?
La nostra è una convention oramai diventata classica, con molti contributi originali. Sarebbe difficile trovare una parola chiave per tutto. Ma una delle cose su cui ci siamo battuti maggiormente è stato lo slogan dell'"obiettivo 70%" che in effetti vuole sintetizzare in una parola il fatto che noi entro il 2015 vorremmo arrivare ad aiutare e controllare almeno il 70% degli ipertesi italiani. Oggi siamo al 30% dei pazienti controllati. Non è un traguardo facile, ma articolato. Passa per i rapporti con i pazienti, con la medicina generale, con il territorio. Per questo abbiamo preparato documenti brevi da distribuire.

Perchè è così importante?
Cerchiamo di spiegare come sia semplice, ma molto importante, tenere sotto controllo l'ipertensione. La pressione alta è generalmente asintomatica ed è la principale causa mondiale di infarto, di ictus e di scompenso cardiaco, oltre a una serie di malattie vascolari più rare.

Cosa fate a livello di prevenzione?
Noi pensiamo che sia un grossissimo problema di prevenzione. Nella popolazione di livello socio-culturale medio-alto c'è maggiore consapevolezza circa i rischi della pressione cardiovascolare alta. Ma non basta . Quello che non viene fatto è lavorare insieme al proprio medico per normalizzare la situazione. Spesso le terapie sono insufficienti e scarsa è l'aderenza al regime terapeutico. Addirittura nei regimi terapeutici complessi la pillola per la pressione è la prima ad essere scartata, mentre si mantiene quella per il diabete o per il colesterolo. Inoltre la pillola per la pressione viene spesso associata con l'impotenza negli uomini e con una ridotta qualità della vita nella donne. In realtà oggi le terapie sono molto più sicure rispetto al passato. Purtroppo per sradicare preconcetti ci vogliono decenni la gente tende a considerare la pressione un problema solo se arriva a 200.

C'è anche un aspetto economico...
Certo, l'ipertensione non va sottovalutata anche perchè è un costo enorme per la collettività. E non c'è bisogno di andare dal medico o all'ospedale. Si può fare a casa, con un macchinario semplicissimo. Purtroppo i nostri dati indicano che solo il 10% degli adulti misura la pressione almeno una volta all'anno. Basti pensare che in Italia sono solo 800mila gli strumenti venduti per misurare la pressione su 60 milioni di italiani. Un buon numero di partenza che però non è sufficiente. Lo spazio per fare di più è ampio. Siamo fiduciosi che anche se non arrivassimo al 70%, il 50% sarebbe già un successo.

Come convincere qualcuno a farsi controllare?
Possiamo dirgli che la cosa più importante è misurare la pressione: "Misura la pressione e aiutaci a proteggere il tuo cuore" è stato lo slogan di una delle nostre campagne migliori in occasione della giornata dell'ipertensione. Così come uno sa quanto pesa, dovrebbe sapere quale è la sua pressione.

 

 

Andrea Bufo

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ipertensionemassimo volpesaluteprevenzione
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