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Isis tra Costantinopoli e Roma

Le due Rome nel mirino dell’Isis

L’Isis sta rivolgendo la sua attenzione alla Turchia e in particolare a Istanbul una città simbolica, posta a metà tra due continenti l’Asia e l’Europa e da secoli punto di integrazione di diverse culture.

Il motivo geopolitico è abbastanza chiaro: il sedicente Stato islamico vuole punire la Turchia per aver “tradito” la causa della guerra in Siria contro Assad, prima nemico ed ora “amico”, dopo l’intermediazione Russa.

Tuttavia un’analisi della storia passata e recente ci porta a fare alcune considerazione puramente speculative ma di un certo interesse.

Incominciamo col dire che l’Isis ha una sua rivista ufficiale (nata nel 2014) pubblicata tra l’altro in lingua inglese che fino a poco tempo fa si chiamava Dabiq (dal nome di un villaggio nella Siria settentrionale che l’Isis ha perso lo scorso ottobre e dove si dovrebbe tenere la battaglia finale tre bene e male) e che da qualche tempo si chiama Rumiyah che significa appunto Roma.

http://www.analisidifesa.it/2016/09/rumiyah-la-rivista-dellisis-per-la-conquista-di-roma/

Ma Istanbul, prima Bisanzio non è altro che Costantinopoli che per molto tempo fu conosciuta come la Nuova Roma perché capitale dell’Impero Romano d’Oriente.

Poiché l’Isis ha molta attenzione per una interpretazione in chiave escatologica del Corano quella del cambio di nome si tratta di una strana scelta in linea con i proclami di conquista di Roma da parte del califfo Abū Bakr al-Baghdādī.

In un numero della rivista è comparsa la seguente inquietante affermazione:

“O muwahhidin, per Allah, non ci fermeremo nel nostro jihad se non sotto gli ulivi di Rumiyah (Roma)”.