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Se l’Islam minaccia la democrazia

Se l’Islam minaccia la democrazia
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Di Ernesto Vergani

Il massacro compiuto da terroristi islamici a Parigi nella sede del settimanale satirico “Charlie Hebdo” colpisce più che per quanto già si sapeva perché rivela come l’Occidente sia impreparato a contrapporsi all’Islam in casa propria.
Da che mondo e mondo le guerre si combattono in nome delle religioni. Religioni tanto pervasive e dure a morire fino a trasformarsi nel corso del tempo. Fino a farne dimenticare i principi costituenti, che sono la verità  delle religioni stesse. Ciò che viene dopo (analisi, contestualizzazioni storiche, elucubrazioni) non solo fa dimenticare i principi fondanti, ma li rinforza. Ma questo vale solo in parte per l’Islam.
Se la maggioranza dei cattolici ignora il messaggio primario della loro religione (l’immortalità dell’anima) e la maggioranza dei comunisti quello della loro fede laica (“la proprietà privata è un furto”), gran parte dei musulmani conoscono bene i principi costituenti e le norme del Corano. Che prevede che l’Islam debba diventare la sola religione (oltre che l’inferiorità e l’impurità della donna, la fustigazione degli omosessuali, la lapidazione delle adultere…).

Se la democrazia occidentale è la civiltà con la c maiuscola perché basata sul libero individuo che fa finire la sua libertà dove inizia quella degli altri, se può essere discutibile imporre con la forza la democrazia laddove manchi,  la democrazia  va certamente difesa a casa propria. Parlare genericamente di dialogo tra le culture e le religioni e di Islam tollerante è superficiale.
E’ evidente che un musulmano che è o diventa cittadino italiano, americano, francese, inglese o tedesco accetta le leggi del paese di cui è cittadino. Ma se  i sottointesi vanno ridotti al minimo e la consapevolezza non è mai abbastanza, perché non prevedere, come già si fa circa altri ambiti, che chi professa l’Islam in un paese occidentale dichiari esplicitamente di accettare i principi della libertà religiosa e di espressione (e di critica e di satira)?

E’ giusto che un individuo circoli a volto coperto in un paese democratico? Come è anti-democratico nascondere il volto con un casco durante una manifestazione (e a maggior ragione fare una rapina coprendosi con un passamontagna), una donna di cui si intravedono appena gli occhi e irriconoscibile per il velo non contraddice il principio della responsabilità individuale che prevede la riconoscibilità fisica dell’individuo stesso?