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Cronache
La crisi fra crollare le nascite. Italiani divisi sull'eterologa


Il 40% degli italiani è favorevole alla fecondazione eterologa, una percentuale che scende al 30% tra i cattolici praticanti e sale, invece, al 65% tra i non credenti. Più elevate le percentuali dei favorevoli all'inseminazione omologa in vivo (85%) e in vitro (73%). Sono alcuni dei dati emersi dall'indagine del Censis "Diventare genitori oggi", presentata questa mattina presso la Biblioteca del Senato e da cui emerge anche che nel 2013, in Italia, si e' registrata una riduzione delle nascite del 3,7% rispetto all'anno precedente, con un calo del tasso di natalita' da 9 a 8,5 nati per mille abitanti.

Ciò significa che, dall'inizio della crisi a oggi, sono piu' di 62mila i nati in meno all'anno: siamo infatti passati dai 576.659 bambini del 2008 ai 514.308 del 2013. Sul tema dell'eterologa, inoltre, il 35% e' favorevole alla diagnosi pre-impianto (il 29% tra i cattolici praticanti), ma solo il 14% concorda con la possibilita' di ricorrere alla maternita' surrogata (il cosiddetto utero in affitto�) e appena il 9,5% e' favorevole alla possibilita' di scegliere in anticipo il sesso del nascituro. L'informazione risulta pero' carente, se si pensa che solo l'11% del campione ha affermato di sapere che in Italia esiste una legge che regola la materia.

Questa piccola percentuale da', della Legge 40, un giudizio nel complesso non positivo, soprattutto per la sua applicazione differenziata sul territorio nazionale e per le limitazioni poste alle coppie. La maggioranza, infine, ritiene che dovrebbe essere modificata. La consapevolezza della denatalita' e' molto elevata, l'88% sa che oggi si fanno pochi figli e per l'83% e' la crisi che rende piu' difficile la scelta di avere un figlio. Questa percentuale supera il 90% tra i giovani fino a 34 anni, coloro che subiscono maggiormente l'impatto della crisi e allo stesso tempo sono maggiormente coinvolte nella decisione della procreazione. A pesare sulle difficolta' di procreazione degli italiani c'e' anche l'insufficienza delle politiche pubbliche a sostegno della famiglia. Il 61% degli italiani, infatti, e' convinto che le coppie sarebbero piu' propense ad avere figli se migliorassero gli interventi pubblici.

Sgravi fiscali e aiuti economici diretti sono le principali richieste (71%), il 67% segnala l'esigenza di potenziare gli asili nido, il 56% fa riferimento ad aiuti pubblici per sostenere i costi per l'educazione dei figli (rette scolastiche, servizi di mensa o di trasporto). Guardando alla famiglia e alle sue nuove forme, il 46% degli intervistati ritiene legittimo per i single avere la possibilita' di diventare genitore e il 29% pensa sia giusto anche per le coppie omosessuali. Giudizi sui quali, sottolinea infine il Censis, la fede religiosa ha un'influenza limitata: e' d'accordo il 43% dei cattolici praticanti nel primo caso e il 23% nel secondo.

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