L’intera ex Cartiera di Barletta è stata posta sotto sequestro dopo lo stop al “Jova Summer Party” previsto per il 17 agosto. La Procura vuole stabilire quantità e provenienza dell’amianto trovato nell’area e verificare le condizioni in cui hanno lavorato gli addetti. In base agli accertamenti potrebbe aggiungersi anche l’ipotesi di disastro ambientale.
Arpa mapperà l’intera area per quantificare l’amianto, verifiche sulle tutele per i lavoratori
Il sequestro riguarda tutta l’ex Cartiera di Barletta, non soltanto i punti nei quali sono già stati individuati materiali contenenti amianto. La Procura della Repubblica di Trani ha disposto il provvedimento probatorio per preservare lo stato dei luoghi e permettere accertamenti più estesi nell’area che avrebbe dovuto ospitare il “Jova Summer Party” di Jovanotti il 17 agosto. Il concerto era stato annullato dopo il parere di non idoneità espresso per ragioni di salute pubblica.
Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza. Agli accertamenti partecipano anche gli uomini della Guardia Costiera. La Procura sta lavorando su possibili violazioni della normativa relativa alla sicurezza dei lavoratori, in relazione alla presenza e alla rimozione dell’amianto, e sulle fattispecie previste dalle norme ambientali in materia di gestione dei rifiuti. Gli esiti delle nuove verifiche potrebbero portare ad aggiungere anche l’ipotesi di disastro ambientale, prevista dall’articolo 452-quater del codice penale. La norma comprende, tra le altre fattispecie, l’offesa alla pubblica incolumità valutata in rapporto all’estensione della compromissione, agli effetti lesivi e al numero delle persone esposte a pericolo. Al momento si tratta di un’ipotesi da valutare sulla base degli accertamenti.
Una mappatura a griglia dell’intera area dovrà stabilire se siano presenti altri materiali contenenti amianto e in quale quantità. Alla Arpa sarà chiesto anche di valutare il pericolo collegato ai rinvenimenti. Gli investigatori dovranno ricostruire provenienza e diffusione del materiale, oltre alle attività svolte nel sito prima del sequestro. Gli accertamenti riguardano direttamente anche gli addetti che hanno lavorato nell’ex Cartiera. Già la scorsa settimana erano stati individuati materiali contenenti amianto mentre nell’area erano presenti lavoratori impegnati negli interventi. La Procura vuole verificare se siano state rispettate tutte le procedure e le misure di protezione previste per chi opera in presenza di questo materiale. Agli atti risultano due rinvenimenti effettuati dall’impresa ai lati dei capannoni, ai quali si sono aggiunti i campionamenti eseguiti dall’Arpa.
Una parte degli interventi precedenti al sequestro è ricostruita nel verbale della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo del 12 agosto. Durante il sopralluogo Arpa del 6 agosto, effettuato attraverso un’indagine a vista e senza una caratterizzazione completa del terreno, erano stati individuati manufatti contenenti amianto nelle aree indicate come 1 e 3. In quella verifica non erano state rilevate fibre aerodisperse. La Asl Bt aveva però osservato che l’assenza di una caratterizzazione completa non permetteva di escludere la presenza di ulteriori frammenti. Il calpestio del manto erboso e dei materiali presenti avrebbe inoltre potuto provocare il rilascio di altre fibre. Per queste ragioni era arrivato il parere di non idoneità del sito per motivi di salute pubblica, successivamente recepito dalla Commissione.
Il verbale segnala inoltre che l’organizzazione aveva presentato la domanda al Suap il 29 luglio e che sull’area erano già state sollevate criticità. I vigili del fuoco avevano chiesto interventi sul sito, compresa la rimozione delle sterpaglie.
L’ex Cartiera era stata sottoposta a una bonifica nel 2012. Durante la riunione, lo Spesal aveva però precisato che quell’intervento non consentiva di escludere eventuali sversamenti di amianto avvenuti successivamente. Le verifiche ordinate dalla Procura dovranno ora quantificare il materiale presente, individuarne la provenienza e ricostruire le attività effettuate nell’area. Le ipotesi di reato restano oggetto di indagine e le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nel corso del procedimento.

