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I nostri cellulari sono a rischio e nessuna marca è immune.

La colpa è delle schede Sim che possono essere violate con un semplice Sms. L'allarme, diffuso da un laboratorio tedesco sulla sicurezza informatica che lavora per le multinazionali, è stato preso molto sul serio dall'Onu, che ha descritto come “estremamente significativo” lo studio condotto in due anni su un campione di circa 1.000 schede Sim in Europa e negli Usa, dal gruppo di ricercatori di Berlino.

Il Security Research Labs ha scoperto che su circa 6 miliardi di cellulari in funzione nel pianeta, quelli a rischio di hackeraggio sarebbero ben 750 milioni. In poche parole un quarto delle carte telefoniche può essere violato, e inoltre, avvertono gli esperti, nessun modello è immune. Sia esso un semplice cellulare, uno smartphone, un blackberry o un iPhone Apple.

L'Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu) - l'agenzia delle Nazioni unite che si occupa di cybersicurezza e ha sede a Ginevra - ha annunciato che riferirà “agli operatori, agli accademici e ai governi di oltre 200 Paesi” della “potenziale minaccia” globale nel settore. Un maggior rischio lo corrono le vecchie Sim card che però, molto spesso si trovano all’interno di cellulari di ultima generazione.

La falla scoperta da Nohl, esperto di sistemi crittografici specializzato all'University of Virginia e a capo della ricerca, si trova nell'algoritmo Des (Data encryption standard), un sistema cifrato informatico in uso dagli Anni '70, che nei cellulari viene impiegato per schermare i dati trasmessi dall'apparecchio alla rete mobile. Negli ultimi anni, gran parte degli operatori ha adottato algoritmi di protezione più potenti come il Des a tripla cifratura e l'algoritmo di ultima generazione Aes. E, durante le prove di hackeraggio di Nohl, anche il 75% delle schede con il codice di protezione più datato ha bloccato le incursioni del gruppo.

Una parte non irrilevante delle Sim Des attive nel mondo, sostiene la ricerca, è clonabile con grande facilità. In “meno di due minuti”, impiegando un “comune computer”, è possibile hackerare un cellulare mandando un sms con una chiave di sicurezza. Con il codice cifrato, sempre via sms l’hacker si può infiltrare e controllare le telefonate, fare acquisti attraverso i sistemi di pagamento della telefonia mobile e spacciarsi proprietari della carta. Non solo. “È possibile leggere gli sms privati, intercettare e fare chiamate, installare software da piattaforme remote e poi operare a distanza in modo completamente indipendente dai telefonini”, ha dichiarato Nohl, che non ha ancora voluto rivelare i nomi delle compagnie che hanno il maggior numero di schede clonabili.

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