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Cronache
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Cinquecento euro di multa e un mese di carcere. Questa la prima pena per un artigiano di Tolmezzo, in provincia di Udine, poi tramutata in una cifra più alta ma senza galera. La sua colpa? Non aver versato venti euro di contributi. Soldi che in realtà l'uomo aveva pagato ma per i quali si era dimenticato di inviare la ricevuta. E la macchina burocratica è partita implacabile...

La vicenda, spiega Libero, comincia quando l’artigiano, 30 anni, viene contattato dall‘Inps per versare 87 euro, importo residuo di contribuzione. L’artigiano allora versa quanto dovuto, ma omette di inviare all’Inps la ricevuta di 20 euro mancanti. Parte così la trafila burocratica: l’Inps comunica la diffida di pagamento ad Equitalia e l’artigiano viene raggiunto da un provvedimento penale, con relativa sentenza di condanna. Poi il piccolo imprenditore di Tolmezzo trova la ricevuta dei 20 euro, regolarmente versati, e impugna la sentenza ormai già emessa.

L’avvocato dell’artigiano ha spiegato a Libero: “Se le cose stessero davvero così dal punto di vista fiscale il mio cliente non avrebbe problemi, ma potrebbe non essere così dal punto di vista penale, La pena poi è spropositata perché così facendo viene trattato allo stesso modo di chi omette 100mila euro e chi ne omette 20".

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