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L’Italia commemora Aldo Moro

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, questa mattina ha inviato una corona di fiori in via Fani, sul luogo dove 35 anni fa fu rapito Aldo Moro e furono uccisi cinque agenti della sua scorta, Oreste Leonardi, Francesco Zizzi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera. “Il Presidente della Repubblica in ricordo del presidente Moro e della sua scorta” e’ scritto sulla coccarda tricolore che orna la corona di fiori, posta al fianco della lapide che ricorda gli agenti uccisi e delle corone d’alloro di tutte le altre istituzioni che questa mattina hanno partecipato alla commemorazione.

MORO: BERSANI, SUO RICORDO SPINTA A RINNOVAMENTO DEMOCRAZIA – “A 35 anni dall’anniversario del rapimento di Aldo Moro e dell’uccisione degli uomini della scorta ricordiamo una vicenda che resta nella memoria del nostro Paese. Quel dramma mise a dura prova la tenuta della nostra democrazia e interruppe in modo drammatico la possibilita’ di un cambiamento profondo. Quel giorno inizio’ la crisi della prima Repubblica”. Lo ricorda Pier Luigi Bersani nella dichiarazione in cui il segretario nazionale Pd rileva che “ancora oggi il tema del rinnovamento della democrazia non e’ piu’ rinviabile ed e’ necessario che segni un cambiamento profondo, chiudendo una transizione lunghissima”. “In questo non possiamo non tener viva e presente l’eredita’ di Aldo Moro come una bussola per il futuro”.

MORO: SEVERINO, ITALIA SEPPE REAGIRE A PERIODO TERRIBILE – Il ministro della Giustizia, Paola Severino, questa mattina ha partecipato, in via Mario Fani a Roma, alla commemorazione per il 35esimo anniversario del rapimento di Aldo Moro, durante il quale furono uccisi cinque agenti della scorta. “La nostra presenza qui – ha spiegato Severino – sta a segnare quanto certi episodi abbiano profondamente colpito l’Italia, ma soprattutto quanto l’Italia abbia saputo reagire a un periodo terribile. Bisogna ricordarlo – ha concluso – per sapere proprio con quanta forza gli italiani abbiano saputo reagire”.

MORO: TABACCI, OGGI COME NEL ’76 MA SENZA STATISTI – “Il ricordo del tragico sequestro di Aldo Moro il 16 marzo 1978 con l’assassinio della sua scorta cade in questo anno in una fase sempre piu’ difficile e convulsa della vita politica nazionale. La 17esima legislatura, cosi’ come quella emersa dalle elezioni politiche del 1976, evidenzia piu’ vincitori, ma purtroppo senza la presenza sul campo di statisti del livello di Moro”. Sono parole di forte impatto quelle che l’ex dc Bruno Tabacci, oggi leader del Centro Democratico, sceglie sul suo blog ilgiornomigliore.it per commemorare Moro. “Per questo – prosegue – tra coloro che sono cresciuti con gli insegnamenti dei grandi maestri democratici cristiani, alla struggente nostalgia per la qualita’ esemplare dell’impegno politico di Aldo Moro si somma la preoccupazione sempre piu’ marcata della inadeguatezza dell’offerta politica di oggi di fronte alla dimensione della crisi che stiamo affrontando. C’e’ sempre piu’ bisogno di un soprassalto della coscienza civile e morale del Paese”.