L’uccisione a Milano del terrorista Anis Amri autore della strage a Berlino è un precedente molto pericoloso per il nostro Paese finora risparmiato dalla furia degli attentati di matrice islamica.
Infatti è la prima volta che una cosa simile accade ed ora c’è la concreta possibilità che vi siano attentati in Italia che finora era stata miracolosamente preservata al contrario di Francia e Germania.
Al di là dei peana di gioia che si stanno in queste ore irresponsabilmente elevando all’azione del poliziotto italiano subito definito “eroe in divisa” da Gentiloni occorre invece soffermarsi con preoccupazione su questo atto che potrebbe coinvolgere il nostro Paese nella spirale del terrorismo.
Il governo Gentiloni e il ministro dell’interno Minniti esordiscono quindi incautamente; sarebbe utile sapere da fonti governative se c’era un protocollo predisposto per l’arresto del terrorista tunisino e se questo protocollo prevedeva di fare il massimo sforzo possibile per il semplice arresto e non per l’uccisione.


