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Cronache


Scendendo a Milano dalla Brianza velenosa, fra capannoni in disarmo e orrendi mega-centri commerciali, ascolto la radio per dimenticare. Il mio passatempo preferito è SuperMax, il Max Giusti di Rai 2, un po' buzzicone ma molto divertente. La quotidiana presa per il naso del personaggio più ridicolo del bestiario italiano ieri aveva una protagonista sorprendente: Ilda Boccassini. La punta di lancia della magistratura più severa, inflessibile, incorruttibile, la sentinella della Legge uguale per tutti che alza il coraggioso indice accusatorio dritto in faccia a Berlusconi... aveva toppato. E ora era preda degli sfottò, degli sberleffi, delle battutacce di SuperMax, come un Di Pietro qualsiasi. Proprio al Tonino che fu veniva accostata, per l'uso acrobatico della grammatica italiana e per quella discrasia fra ampollose forme giuridiche e svarioni da cabarét che non può non attirare un comico che si rispetti, come un cestino da pic-nic attira l'orso Yoghi. L'orso Max non è stato l'unico, anche Crozza (che non credo voti Berlusconi) a Ballarò ci ha infilato un trattenuto ma puntutuo accenno: la requisitoria di Ilda la rossa faceva ridere, almeno a tratti. Il tratto più dissestato è quel riferimento a “ quella furbizia proprio orientale delle sue origini”. ?!? Qui credo che anche a Marco Travaglio sia scappato un sorrisetto, anche perchè se la prendi seriamente è molto peggio. Sul sito stranieriniitalia.it leggo: “...scivolone vagamente razzista e geograficamente scorretto... una qualità diventa una questione di etnia (gli orientali sono furbi, gli occidentali no?) e si trasforma in orientale una ragazza nata in Marocco, Paese più occidentale dell' Italia”. Le associazioni delle donne magrebine gliele hanno cantate ancora più pesanti, come dar loro torto? E se pensi a quell'altro passaggio in cui la Bocassini dice che Karim El Marough “sfrutta intelligentemente a proprio vantaggio l'essere straniera e l'essere figlia di mussulmani... riesce a sfruttare il proprio essere extracomunitaria” si potrebbero aprire discussioni serissime e scomodissime, in cui però si troverebbe ben comodo Borghezio.

Ma qui non vogliamo far questione delle cose serie, vogliamo far questione del rischio del ridicolo. Attenzione: i processi di Berlusconi non sono tutti uguali. Se verrà condannato anche in terzo grado per aver frodato il fisco per centinaia di milioni (gli spiccioli de giudizio Mediaset sono gli ammortamenti residuali di una cifra immensamente più alta, è quella che conta) io personalmente non accetterò più da quell'uomo una sola parola sul fisco, le tasse e l'economia del Paese. Se verrà condannato per aver portato a letto Ruby, averla pagata per questo, aver telefonato in Questura per tentare di tirarla fuori da un guaio e dissimulare cene boccaccesche e gnocca a go-go... Beh, è un altro paio di zoccole. Non è una bella cosa, è un macigno per un leader politico, ma non è Mafia e non è l'insopportabile rapina dei soldi dello Stato a danno di tutti noi. Se il PM Bocassini, che con le Mafie e con le cose serie ha dimostrato tutto il suo valore non si renderà conto che una differenza c'è, e quindi ci deve essere un diverso approccio, se invece di imporsi stringatezza e dati di fatto continuerà a cercare il pubblico con ore e ore di sermone moraleggiante e ampolloso su uno scandalo che è tale in quanto fa ridere l'Italia e il mondo, allora si potrebbe trovare di fronte a un pubblico che questa volta ride di lei. Hanno già cominciato.

di Stefano Golfari

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