A- A+
Cronache
chuiesa preghiera

Il Paese più ateo al mondo? Quello in cui i cattolici sono più perseguitati: la Cina. Parola della ricerca Win/Gallup International Association che ha interrogato nel 2012 oltre 50.000 persone in 40 paesi sul loro rapporto col trascendente: agli intervistati è stato chiesto se si considerano “religiosi”, “non religiosi”, o “atei convinti”. I risultati sono stati pubblicati in questi giorni dal Washington Post e altre testate di lingua inglese.

LA CINA ATEA GRAZIE A MAO- Il dato più eloquente, come si è detto, emerge dalle risposte cinesi: quasi il 50% di essi si dichiara ateo: è quasi quattro volte più alto della media mondiale, che vede circa 13 atei ogni 100 persone. La spiegazione, dicono alla Win/Gallup, è probabilmente da rintracciare nella scelta – fatta nel 1949, alla nascita della Repubblica Popolare – dell'ateismo di stato. Senza contare la distruzione di templi e reliquie religiose durante la Rivoluzione Culturale dei tardi anni '60. Per non parlare della cacciata, nel 1951, del Nunzio Apostolico (l'ambasciatore vaticano) dal paese e la creazione nel 1957 dell'Associazione Patriottica, la chiesa acefala che non riconosce l'autorità del Papa in quanto ritenuto Capo di Stato di una potenza straniera. Da allora in Cina per i cattolici sono stati anni difficili, con preghiere e Messe celebrate nelle campagne o dentro i garage, ordinazioni clandestine, arresti di vescovi e preti clandestini rimasti fedeli a Roma.

I DIFFICILI RAPPORTI COL VATICANO- Malgrado un dialogo altalenante tra la Santa Sede e Pechino, ad oggi il rapporto tra Cina e Vaticano continua ad essere un lungo tira e molla, malgrado l'impegno di varie realtà – come ad esempio la Comunità di Sant'Egidio – per l'instaurazione di un modus vivendi in grado di far uscire i cattolici romani dalla clandestinità e dalla persecuzione. Peraltro dagli anni '80 il governo cinese ha intrapreso un programma di ricostruzione dei templi buddisti e taoisti, dal momento che entrambe le religioni vengono percepite da Pechino come parte integrante della cultura dell'ex Celeste Impero. Non così si può dire dei cattolici e dei cristiani in generale, la cui religione viene vista come un residuato del colonialismo e dell'oppressione occidentale.

ARABI ATEI- Altra sorprendente scoperta è che in Arabia Saudita, paese fortemente islamizzato, il 5% della popolazione si definisce atea. Attenzione: proclamarsi atei in Arabia Saudita è un reato: gli atei scendono all'1% in Iraq e Afghanistan. Più in generale, il senso religioso è forte nei paesi dove c'è povertà diffusa e scarsa istruzione, tanto che in paesi come Ghana, Nigeria, Armenia, Fiji, più di 9 persone su 10 si proclamano religiose.

ITALIA IN CRISI- E da noi? I ¾ degli italiani si considerano religiosi. Si proclamano invece atei fra il 30 e 39% di francesi e cechi, mentre sono non credenti tra il 5 e il 9% di russi, canadesi, americani e argentini. Sì, nella terra di Jorge Mario Bergoglio esiste una interessante percentuale di atei. In Giappone, invece, i non credenti si fermano al 31%.

Antonino D'Anna

Tags:
cinaateismochiesacattolicesimofrancesco
in evidenza
Rossella Fiamingo, regina della scherma e star social

Le foto da urlo della fidanzata di Greg Paltrinieri

Rossella Fiamingo, regina della scherma e star social


in vetrina
Automotive, da ALD arrivano nuove soluzioni di mobilità sostenibile

Automotive, da ALD arrivano nuove soluzioni di mobilità sostenibile





motori
DS Automobiles svela la nuova DS3

DS Automobiles svela la nuova DS3

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.