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Cronache

LO SPECIALE DI AFFARITALIANI.IT

borsa manager crisi

 

Affaritaliani.it ha lanciato il caso degli imprenditori in crisi con l'e-mail ricevuta dall'imprenditore pugliese Giuseppe Iudici. Sono arrivate centinaia di email ricevute in risposta al suo appello, tra manifestazioni di solidarietà e concrete offerte di collaborazione.

Giuseppe Iudici racconta la crisi. "Serve una politica di volontari". GUARDA LA VIDEOINTERVISTA NELLA REDAZIONE DI AFFARIA

LA PROPOSTA/ "Fare il politico? Meglio della lotteria. Diamo stipendi massimi di 3mila €"

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LEGGI TUTTE LE MAIL ARRIVATE AD AFFARI

Crisi che uccide - Le lettere dei lettori di Affaritaliani.it

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IL CASO DI AFFARI FINISCE IN TV/ Lucia Annunziata, conduttrice della trasmissione "In mezz'ora" in onda su Rai Tre, ha intervistato e raccontato la storia di Giuseppe Iudici, imprenditore pugliese e padre di famiglia, che ci ha scritto, denunciando la sua situazione disperata. (Leggi a lato....)

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO DELLA TRASMISSIONE

Una italia disperata e italiani all'estremo delle forze, un quadro del bel paese che nessuno poteva immaginare. I gesti delle persone comuni sono all'ordine del giorno, mamme che si prostituiscono per il bene dei figli, pensionati che rovistano i cassonetti, persone per bene diventate LADRI per necessita', rubano nei alimentari, negozi di abbigliamento e addirittura rapinano tabaccai e banche, imprenditori che sparano ai banchieri e chi si da fuoco sotto al parlamento.

LA DISPERAZIONE TOGLIE LA DIGNITA' E IL SENSO DI LEGALITA'! Permettetemi di pubblicare una storia arrivata al mio sito www.associazioneiudici.it nel blog dove tutti possono raccontare la propria storia di crisi, arrivata da GIORGIO che invito pubblicamente a desistere dalle sue intenzioni e ad unirsi come ho fatto io alle persone per bene, a scrivere ad Affaritaliani che gli dara' sicuramente visibilita' e quindi una opportunita' che un angelo lo ascolti.

LETTERA DI GIORGIO:

Gentilissimo Giuseppe Iudici,

penso che ormai sia arrivata la fine anche per l'attività che portiamo avanti con immensi sacrifici, da 17 anni. Abbiamo ricominciato da capo per la terza volta, con mio padre, abbiamo pagato tasse, investito denaro, fatica e tempo. Ci siamo presi bidonate da clienti che sono spariti senza pagare, falliti e dissolti, con la complicità di uno Stato assente e che tutela questo genere di "persone" e vessa il creditore e protegge il debitore fraudolento. Nonostante tutto ci siamo sempre arrangiati, senza chiedere nulla a nessuno. Mio padre, nonostante in pensione ha continuato a lavorare anche perché la pensione da fame che percepisce (dopo oltre 40 anni di lavoro) non sarebbe stata sufficiente per un'esistenza dignitosa.

Ho studiato part-time ingegneria per dare anche un'immagine diversa alla nostra piccola impresa: son diventato studente lavoratore a 32 anni e mi son laureato a 36 lavorando di giorno, di sabato e domenica e studiando di notte. Abbiamo incentivato, ne abbiamo fatte di ogni per poter stare a galla: abbiamo stipulato contratti da fame con aziende pubbliche e "semipubbliche" che ci han trattato a pesci in faccia, sempre perché lo Stato gli permette di farlo. Ma ora basta. Abbiamo crediti che non riusciamo a recuperare, in officina non entra lavoro da mesi e abbiam dato fondo a tutto quello che avevamo per pagare le tasse di un capannone che non è neanche nostro perché sotto leasing e l'appartamento che è sotto mutuo. Non riusciamo nemmeno più a svendere la macchina o le moto perché troppo vecchie e malandate e non le vuole nessuno. Una cosa però non la venderò mai: la mia Colt calibro 45. Doveva servire da difesa a causa della malavita d'importazione che abbiamo in zona, invece servirà per altro... Ossequi

Giorgio

CARO GIORGIO, NOI TUTTI TI SIAMO VICINI E PREGO IL SIGNORE CHE TU LEGGA IL MIO APPELLO E QUELLO DI TUTTI AD AVERE LA FORZA DI REAGIRE NELLA LEGALITA'. La nostra politica ha preferito gli affari personali e quelle delle banche lasciando che la DISPERAZIONE ENTRI NELLE CASE DELLE FAMIGLIE, ma come italiano ti dico: siamo il popolo sovrano e non dobbiamo perdere la nostra battaglia, siamo brava gente noi italiani , lavoriamo per i nostri figli e moriamo dentro quando il lavoro manca, ma sono questi i momenti che dobbiamo reagire, unirci e avere fede. NON ASPETTIAMOCI L'AIUTO DI CHI HA UNA POLTRONA COMODA SOTTO IL .............. aspettiamoci , se necessario, l'aiuto da chi ha conosciuto la fame, da chi comprende davvero cosa significa non avere un lavoro. A TUTTI I GIORGIO RIPRENDIAMOCI LA DIGNITA' PERSA con il buon senso e rimanendo della BRAVA GENTE!

GIUSEPPE IUDICI

Tags:
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