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Cronache


Il presidente di Confindustria Trapani Gregory Bongiorno, che ha denunciato i suoi estortori arrestati questa mattina dalla squadra mobile di Trapani, dal 2005 era finito nel mirino della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo (Trapani). Bongiorno, titolare della ditta castellammarese Agesp spa che opera nel settore dei rifiuti, dal 2005 avrebbe piu' volte pagato il pizzo fino al mese scorso quando ha deciso di denunciare. Un incubo iniziato nel dicembre del 2005 quando l'imprenditore sarebbe stato costretto da Gaspare Mule' a elargire alla "famiglia" 10.000 euro, pretese perche' la madre dell'imprenditore, Girolama Ancona, oggi deceduta, aveva mancato di pagare determinate quote estorsive.

La donna gia' nel 2000 aveva denunciato facendo condannare il mafioso castellammarese Mariano Saracino. Un nuova richiesta a Pasqua del 2007 quando Fausto Pennolino, titolare di un ristorante castellammarese, avrebbe accompagnato l'imprenditore al cospetto del boss Mariano Asaro, oggi detenuto, per una nuova tangente: stavolta Bongiorno avrebbe versato 5.000 euro agli indagati. Dopo una "quiete" di tre anni in coincidenza con la carcerazione dei tre presunti estorsori, ad agosto scorso una nuova "visita" di Mule', frattanto scarcerato, e un'altra richiesta cospicua per saldare gli "arretrati": 60 mila euro, 10 mila per ogni anno che l'imprenditore non avrebbe pagato, dalla Pasqua del 2007 ad agosto scorso.

Stavolta, Bongiorno, che da maggio e' alla guida di Confindustria Trapani, ha infine deciso di non sottostare alle pressioni estorsive e si e' rivolto agli inquirenti. I tre presunti estortori del presidente di Confindustria di Trapani Gregory Bongiorno, Mariano Asaro, il cinquantasettenne boss di Castellammare del Golfo (Trapani) attualmente in carcere, e i due uomini al suo servizio, Giuseppe Mule' di 46 anni e Fausto Pennolino di 51, sono stati gia' tutti condannati per il loro "inserimento organico" dentro Cosa nostra con una sentenza emessa dal gup del Tribunale di Palermo il 24 marzo 2009, a seguito dell'operazione "Beton". Mariano Asaro, odontotecnico castellammarese, conosciuto come "il dentista", gia' coinvolto nelle indagini sull'attentato al giudice Carlo Palermo in cui furono uccisi Barbara Rizzo e i due figlioletti, Salvatore e Giuseppe Asta, ha una condanna a 8 e mesi 4 di reclusione perche' ritenuto uomo d'onore appartenente sin dall'82 sia a Cosa nostra siciliana sia a quella americana. Asaro e' stato per 10 anni, dal 1995 al 2005, il reggente della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo: venne condannato a 15 anni di reclusione per aver pianificato, concordato e organizzato, unitamente ad altri soggetti tra cui il capomafia trapanese Francesco Pace, l'attivita' delittuosa della famiglia di Castellammare. A "disposizione" di Asaro e della famiglia erano Mule' e Pennolino: tra il 2005 e il 2008 hanno partecipato attivamente alle fasi deliberative e organizzative alle attivita' illecite finalizzati al perseguimento degli scopi dell'organizzazione criminale.

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