Legittima difesa, l’Italia si divide sul caso Roggero
La condanna definitiva di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che uccise due rapinatori e ne ferì un terzo mentre fuggivano dopo il colpo, ha riacceso il dibattito sulla legittima difesa. Un dibattito che, secondo l’ultimo Radar SWG (rilevazione del 21-23 luglio 2026), spacca l’opinione pubblica lungo linee politiche ben definite, ma con un punto fermo condiviso: gli italiani non vogliono correre il rischio di una deriva all’americana sulle armi.
Una legge da cambiare? Il Paese si divide in tre
Alla domanda su cosa fare della normativa attuale — che considera non punibile chi reagisce a un pericolo attuale, purché la difesa sia proporzionata all’offesa — il campione si frammenta: il 36% vorrebbe estenderla, rendendo non punibile qualsiasi reazione anche se non proporzionale; il 35% la manterrebbe così com’è; il 18% la restringerebbe, limitando i casi in cui una persona possa reagire al pericolo. L’11% non si esprime.
Dietro questi numeri si nasconde una polarizzazione politica profonda. Tra gli elettori di centrodestra, il 54% chiede l’estensione della non punibilità; specularmente, il 54% degli elettori di centrosinistra difende la legge così com’è. Due Italie che leggono lo stesso fatto di cronaca con occhiali opposti.
Il caso Roggero: condanna sì, ma per molti la pena è troppo severa
Sul caso specifico del gioielliere, la maggioranza degli italiani concorda con l’impianto della decisione: il 33% ritiene giusto che la legge preveda la condanna al carcere, e un ulteriore 35% condivide il principio della condanna pur giudicando eccessiva la pena inflitta. Solo il 28% ritiene che la legge dovrebbe prevedere l’assoluzione — poco più di un italiano su quattro.
Anche qui, però, il colore politico pesa: l’assoluzione piena è invocata dal 46% degli elettori di centrodestra, mentre il 70% di quelli di centrosinistra approva la condanna al carcere senza riserve.
Il vero punto di consenso: no ai risarcimenti per i rapinatori
C’è un aspetto della vicenda su cui gli italiani, al contrario, si ritrovano compatti: l’obbligo, previsto dalla legge, di risarcire le vittime — o i loro famigliari — del reato di eccesso colposo di legittima difesa. Per il 57% dei rispondenti questo principio è semplicemente sbagliato: nessun risarcimento dovrebbe essere previsto. Il 18% lo ritiene corretto ma vorrebbe importi inferiori a quelli dei reati “normali”, e solo il 16% lo condivide senza riserve. Tra gli elettori di centrodestra il rifiuto tocca l’81%, ma anche nel centrosinistra solo il 32% difende il principio.
Porto d’armi: gli italiani vogliono regole più severe, non meno
Se sul caso Roggero le opinioni divergono, sulla detenzione di armi tra i privati il messaggio è netto e trasversale: nessun allentamento. Il 44% degli intervistati vorrebbe anzi inasprire le regole per la concessione del porto d’armi, limitando le licenze; il 31% ritiene che la situazione vada bene così; appena il 15% auspica maglie più larghe. Persino tra gli elettori di centrodestra, i favorevoli a un allentamento si fermano al 26%, contro un 27% che chiede criteri più selettivi.

